L’assalto alla DIAZ. La notte della grande mattanza. Quando le forze di polizia applicano la logica della rappresaglia

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Un blitz preparato male, e male gestito. Ma soprattutto un blitz inutile, gratuito, che si prefigura più come un’azione di vendetta che come un’operazione di polizia.
Sabato 21 luglio 2001: sembrava tutto finito. I tremendi giorni del G8 genovese stavano per essere archiviati, anche se archiviazione peggiore non poteva esserci: un ragazzo morto in piazza, un carabiniere accusato di omicidio volontario, una città devastata dalla furia dei black bloc, una giornata di scontri violenti tra manifestanti e polizia. Ma, soprattutto, la messa in campo – da parte delle forze dell’ordine dirette coordinate dal poliziotto “democratico”, Gianni De Gennaro – di una concezione dell’ordine pubblico degna di un paese sudamericano.
Tutto comincia poco prima di mezzanotte. Scatta l’allarme nelle scuole di Genova dove in una (la Giovanni Pasoli) era stato allestito il centro stampa del Genoa Social Forum e in quella di fronte (la Armando Diaz) in molti avevano trovato alloggio per la notte, anche a causa della pioggia che aveva allagato altri ricoveri. Un folto gruppo di poliziotti, dopo aver bloccato entrambe le vie di uscita di via Cesare Battisti, dove le scuole sono ubicate, penetra con furia beluina nei due istituti e comincia a massacrare a manganellate, ma anche a calci, tutte le persone trovate all’interno degli edifici. Il bilancio è un bilancio di sangue con quasi tutti gli ospiti delle due scuole ricoverati per gravi lesioni). Tutti i 93 no global vengono arrestati con accuse gravissime: associazione a delinquere, devastazione e saccheggio, lesioni, resistenza a pubblico ufficiale.
Bastano pochi giorni per smascherare i veri colpevoli: gli uomini della polizia di Stato che non solo si sono resi protagonisti di un’azione squadristica, ma hanno inventato delle prove (un finto accoltellamento, delle finte bottiglie moltov, una finta aggressione prima dell’irruzione, dei finti corpi di reato come mazze e spranghe).
Comincia un’inchiesta lunghissima che impiegherà un anno per scagionare le 93 persone che si trovavano all’interno delle due scuole e ben 11 per condannare i vertici della polizia che nel contempo vengono radiati dai loro ruoli.

LA CRONACA DELL’ANSA

LA VERA STORIA DEL BLITZ ALLA DIAZ
Il Manifesto, 7 gennaio 2003

LA VICENDA GIUDIZIARIA DELL’ASSALTO ALLA DIAZ
12 anni per la verità

LA SENTENZA DI PRIMO GRADO
Vergogna di Stato

LA SENTENZA D’APPELLO
Giustizia è fatta

LA SENTENZA DELLA CASSAZIONE
Fuori dalla Polizia tutti gli indegni

IL PROCESSO AL CAPO DELLA POLIZIA
De Gennaro salvo in Cassazione

PROCESSATI E PROMOSSI

IMPUNITA’ DI STATO
(Micromega)