L’inchiesta di Sergio Saviane

IdelittidiAlleghe(GianlucaMarconi)

Nell’aprile del 1952, sul settimanale Il Lavoro illustrato, all’epoca diretto da Ugo Indrio, apparve l’articolo intitolato “La Montelepre del nord” in cuiSergio Saviane, futuro columnist dell’Espresso, profondo conoscitore ed abituale frequentatore di Alleghe, basandosi su un meticoloso lavoro di ricostruzione delle vicende e su numerose testimonianze orali, molte delle quali coperte dall’anonimato, cercava di rintracciare l’esile filo rosso che legava almeno quattro delitti avvenuti sulle rive del lago tra il 1933 ed il 1946.

L’articolo suscitò molto scalpore nel paesino veneto e provocò la reazione di alcune persone che, stranamente, non erano neppure citate nell’articolo in questione. Costoro, per la precisione Fiore ed Aldo Da Fos, padre e figlio, proprietari dell’Albergo Centrale di Alleghe, sentendosi diffamati dal lavoro di Saviane, lo fecero citare a giudizio, assieme al direttore del giornale, per il reato di diffamazione a mezzo stampa.

Al processo, Saviane si ritrovò completamente isolato. Nessuno volle testimoniare a suo favore e alla fine venne condannato a otto mesi di reclusione che riuscì ad evitare grazie all condizionale.

Quello che presentiamo qui sotto è il testo completo dell’articolo, sulla base del quale, anni dopo, due intelligenti investigatori dei carabinieri, il maresciallo maggiore Domenico Uda ed il brigadiere Ezio Cesca, riuscrono a dipanare la matassa dei delitti di Alleghe, trascinando alla sbarra i presunti colpevoli – tra cui proprio i proprietari del Centrale –  che vennero condannati all’ergastolo con sentenza definitiva.

LA MONTELEPRE DEL NORD
di Sergio Saviane