Sempre più magre

2017-09-28

Incipit. Flashback. Non volevo pensarci più. Stavo bene. O comunque molto meglio. Avevo ripreso la mia vita, i miei studi. Traslocato. Trovato un fidanzato e un lavoro. Quasi la mia strada, insomma. E una forma fisica accettabile, più o meno. Ero sempre più convinta di volermi dedicare seriamente al teatro perché alla fine è l’unica cosa che m’interessa davvero. Poi è arrivata la telefonata di mamma: «Amore, senti, ho scritto una mail a un deputato che vuole fare una proposta di legge sull’anoressia.» Voleva che la leggessi, che le dicessi se ero d’accordo con quello che aveva scritto e se poteva passargli i miei contatti. L’ho letta. Certo che ero d’accordo. Certo che gliela poteva passare.
La mail è partita, i giornalisti hanno iniziato a chiamare, a farmi domande. Io a rispondere. E il nastro si è riavvolto.

Questo libro, che una volta iniziato non si riesce a smettere, non è un romanzo. E’ la storia vera dell’ex top model Victoire Dauxerre scritta da lei stessa sulla sua breve e devastante escursione nel mondo delle sfilate.
Victoire è francese e ha appena compiuto diciotto anni quando viene notata per strada (sì, a volte succede!) da un agente legato a una delle maggiori agenzie internazionali di modelle, la parigina Elite. E’ bellissima, magra nel modo giusto, alta e perfettamente proporzionata, con gambe lunghissime. Piace da subito e attorno a lei cominciano ad affollarsi creatori d’immagine, broker della moda, agenti, giornalisti, fotografi. Le viene sottoposto un contratto che farebbe la felicità di qualsiasi ragazza e lei, consigliata dai genitori a cui è legatissima, ovviamente lo firma.
Però… c’è un però categorico: aspettando di partire per i suoi primi impegni di lavoro: le Fashion Weeks di New York, dovrà calare drasticamente di peso.
Victoire è alta un metro e settantotto centimetri e con i suoi cinquantotto chilogrammi entra nella taglia quaranta: è praticamente un’obesa, le dicono. I modelli che dovrà indossare sono di taglia 36 e lei ha otto settimane di tempo per scendere a 46-48 chilogrammi.
Come fare? Semplice: smettendo di mangiare, sentendosi in colpa per ogni boccone ed eliminando ogni traccia di nutrimento con dosi massicce di lassativi e con clisteri.
Le settimane di New York arrivano in un lampo. L’aspirante top model deve lasciare la famiglia per trasferirsi da sola in un’anonima camera d’albergo nella quale però passa pochissimo tempo perché la sua esistenza da subito è un tourbillon di impegni. Faticosissimi casting soprattutto, ma anche fotografie, provini, incontri con persone che non alzano mai gli occhi per guardarla e la trattano come quell’oggetto animato che di fatto per loro è. Perché, come ha detto un noto stilista, le modelle sono solo grucce che camminano si cui sono drappeggiati gli abiti delle collezioni. E le grucce non si salutano.
Solitudine, interminabili tempi di attesa, dispetti, sgarberie, fatica e soprattutto una fame insaziabile sono gli unici compagni di viaggio della giovane modella che capisce subito cosa si nasconda dietro il lusso, le luci, i troppi “Darling” , “Babe”, “Tesoro”, “Honey” di chi le ronza attorno per fotografarla e per abbigliarla. Vuoto, solo vuoto e indifferenza. Ma la sua carriera sta decollando alla grande e i genitori non fanno che incoraggiarla a proseguire, così sta al gioco.
Torna da New York distrutta e magra da far spavento anche se lei continua a vedersi grassa, ma non può riposare perché subito l’agenzia la spedisce a Milano.
La grande metropoli è, per Victoire, un’esperienza ancora più dolorosa perché lì non c’è nemmeno la certezza degli orari e del rispetto dei turni per i casting, così le attese si dilatano fino a diventare insopportabili. Ma non c’è tempo per recuperare. Le sfilate di Parigi, il massimo approdo per una modella, arrivano in un lampo.
Victoire, ormai pelle e ossa ma perfetta per i vestiti che deve indossare, è in preda a un’anoressia che la fa sentire grassa, anche se sotto la pelle non ha più nulla. La fatica, il digiuno, lo stress e le umiliazioni la portano fisicamente e psicologicamente al punto di non ritorno.
Sono passati solo tre mesi dal suo incontro con il talent scout ma lei non è più la stessa persona. E’ una larva che sta correndo dritta al baratro.
Questo è un libro confessione in cui ogni personaggio, importante o meno, è chiamato col proprio nome e cognome. Dunque va letto con rispetto e senza pregiudizi perché induce più di una riflessione. Non solo su un ambiente, quello della moda (ma potrebbe essere quello del cinema o della canzone e non cambierebbe nulla) sempre più ambiguo, pericoloso, duro e spietrato. Ma anche sul ruolo di molti padri e madri che si ritrovano in casa da un giorno all’altro figli destinati al successo e alla ricchezza: giovani talenti che il grandi manipolatori dello showbiz sfruttano fino alle ossa, mentre loro, gonfi di orgoglio genitoriale, continuano a spingerli avanti, a salire sempre più su, a non mollare, anche quando la devastazione è evidente.
Questo libro, una chiara denuncia dell’istigazione al suicidio mediante anoressia da parte delle maison e dei marchi di alta moda, è dedicato a tutte le ragazze che sognano le passerelle e ai genitori che smaniano per vederle sulle pagine patinate delle riviste.

Victoire Dauxerre
Sempre più magre
Chiarelettere, pagine 242, € 16,00