Tutti gli uomini del generale

Incipit. Prefazione di Virginio Rognoni. Chi avrà per le mani questo libro avrà davanti a sé quegli anni di piombo, a cavallo fra gli anni Settanta e Ottanta, quando il Paese subì l’ingiuria del terrorismo eversivo. Egli vedrà come questa violenza criminale sia stata affrontata e sconfitta e lo vedrà soprattutto attraverso la testimonianza di coloro che, certamente protagonisti di questa epopea, sono rimasti nell’ombra, perché il lavoro investigativo esigeva il più assoluto anonimato; cittadini come gli altri che però dovevano condurre una vita “analoga a quella del loro avversario”; apparire insospettabili agli occhi delle organizzazioni terroristiche; e, intanto, essi vedevano, annotavano, per poi riferire ai loro superiori. Questi, gli uomini del generale Carlo Alberto dalla Chiesa.

Premessa. Una storia, molte storie. Abbiamo letto e riletto libri sul terrorismo. Conosciamo nomi, facce e storie degli anni Settanta e Ottanta. Ma sappiamo veramente poco di quegli uomini al servizio dello Stato che misero in atto una strategia militare volta a contrastare quelle organizzazioni che attentarono alla democrazia e alla sicurezza degli italiani. Un nome su tutti è quello del Generale Carlo Alberto dalla Chiesa, il fondatore del Nucleo Speciale Antiterrorismo, ucciso dalla mafia a Palermo il 3 settembre 1982. Fu lui a preparare i piani di contrasto, lui a studiare quel nuovo fenomeno, lui a spiegare ai suoi uomini come combatterlo e disarticolarlo.

Nelle cronache vengono sempre chiamati col nome del corpo a cui appartengono: agenti di polizia, carabinieri. Tutt’al più vengono loro attribuiti il grado e l’appartenenza ai corpi speciali: Digos, Nocs eccetera. Ma chi sono nella vita di tutti i giorni gli uomini che hanno difeso e continuano a difendere non solo i cittadini, ma anche e soprattutto lo Stato e la democrazia, da pericoli interni ed esterni? Hanno nomi, cognomi, volti e aspirazioni? Sono legati fra loro da amicizia sincera o conoscono la gelosia professionale, l’invidia, il tradimento? E quali conseguenze ha sulla loro quotidianità il dover vivere una doppia, a volte tripla esistenza, conoscere segreti che non possono essere rivelati a nessuno, guardarsi perennemente dagli agguati e camminare con la morte in spalla?
Sono passati quasi quarant’anni da quel tragico settembre 1980, quando l’assassinio (mai chiarito veramente) del generale dalla Chiesa e di sua moglie Emanuela, seguito dal saccheggio dell’abitazione con sottrazione di agende e documenti segretissimi, aprì le porte a una stagione oscura in cui terrorismo e mafia si dettero la mano operando insieme per la realizzazione di un unico progetto di destabilizzazione.
I “ragazzi” del generale oggi sono uomini quasi anziani che sicuramente conservano fra i ricordi tanti segreti indicibili. Una giornalista li ha incontrati e li ha fatti parlare, ottenendo non certo rivelazioni sconvolgenti perché chi era vincolato dal segreto allora lo è ancora oggi, ma ritratti assolutamente inediti di vite a perdere, attraverso le quali viene raccontata la lotta al terrorismo.
Naturalmente, in queste voci si percepiscono non soltanto il peso dell’impegno e l’entusiasmo della condivisione ma anche l’amarezza per i sospetti calunniosi e per qualche tradimento.
Senza mitizzare nessuno, senza prendere le parole per oro colato ma soltanto come le voci di ricordi lontani, legati ad anni crudeli, questo libro va letto perché aggiunge un tassello importante a un’epoca particolarmente buia e misteriosa della nostra storia. E lascia intuire, fra le righe delle testimonianze, come e con quali strategie il Generale, venerato dai suoi uomini, riuscì a sconfiggere il terrorismo rosso.

Fabiola Paterniti
Tutti gli uomini del Generale
Melampo, pagine 224, € 16,00