UNA GENERAZIONE SCOMPARSA. I mondiali di Argentina 1978

2017-07-18

Incipit: Introducción. La storia dell’Argentina dei desaparecidos è sovrapponibile a quella di Antigone che vuole seppellire il cadavere del fratello contro gli ordini del Re e che viene uccisa.
La tragedia delle tragedie.
Un atto di Sofocle scritto nella notte dei tempi e mai così attuale come oggi.
Edipo è il Re di Tebe.
Muore dopo una vita sfortunata e con lui la sua regina, Giocasta.
Lasciano quattro figli, diversi tra loro da farli sembrare perfino simili.
Gli opposti che si annullano.
Ci sono i due guerrieri Eteocle e Polinice e le due ragazze, Antigone e Ismene.
Sono troppo giovani per salire al trono.
La spunta il tiranno Creonte, lo zio.
Tebe è in guerra da anni, combatte contro Argo, città nemica.
Polinice pensa di tradire il suo popolo. Si mette alla testa dell’esercito nemico. E’ convinto che il trono debba spettare a lui, soltanto a lui. Così vuole conquistare Tebe. La guerra diventa cruenta, dura, senza esclusione di colpi. Gli eserciti sono ben equipaggiati ma alla fine Tebe vince. Resta solo la scena drammatica dei due fratelli Eteocle e Polinice che si battono a duello fuori dalle mura e alla fine si ammazzano a vicenda.
Creonte dice che la guerra è finita, per sempre.
E bisogna festeggiare per dimenticare quell’orrore.

Acto Uno. El campeonato mundial de fútbol de la vergüenza.
«Sólo trescientos metros del estadio en la Avenida del Libertador 8151, incluso el torturadores Escuela de Mecánica de la Armada, Esma, uno de los centros de tortura del régimen, alégrate y abrazar a sus vícti¬mas moribundas. Por una noche, al menos, por los cielos de la Argenti¬na, solamente la caída de confeti y serpentinas, y no los cuerpos de las mujeres y los hombres lanzados desde aviones en las aguas negras y el océano amenazante. Al día siguiente, en vuelos de la muerte reprise tiempo. Todo volverá a la normalidad, Argentina nell’anormalità de los horrores».
È il 25 giugno 1978.
A Buenos Aires, Estadio Monumental, alle ore 15 ora locale, va in scena Argentina-Olanda, finale dei mondiali di calcio, davanti a 71.483 spettatori.
Il clima è assai surriscaldato, perché la nazionale Argentina vuole vincere a tutti i costi e non può sbagliare. Poi si gioca tutto davanti al suo pubblico, soprattutto davanti agli occhi vigili del dittatore e torturatore argentino generale Jorge Videla, e a quelli di tutti i membri della Junta militare, al potere dalla notte del 24 marzo 1976, seduti in tribuna d’onore.
Accanto a loro, nascosto dai riflettori delle telecamere, c’è un signore italiano ancora sconosciuto ai più: è Licio Gelli, il Venerabile della loggia massonica P2, Propaganda 2, imprenditore, amico personale degli uomini del potere argentino.

Diciamo subito che questo non è un saggio come tutti gli altri. L’autore, Daniele Biacchessi, giornalista del Sole 24 Ore e Radio24, scrittore, sceneggiatore e produttore di spettacoli teatrali volti al recupero del passato è, fra le sue mille attività, anche il padre fondatore di “Ponti di Memoria”, associazione senza scopo di lucro che si impegna tenacemente a salvare dall’oblio pezzi della nostra e dell’altrui storia. Pezzi che non si possono dimenticare senza che ci si senta in colpa. Perché all’orrore non c’è mai fine e i momenti bui dell’Inquisizione, quelli dei lager voluti dal nazifascismo, i voli della morte in Argentina (argomento di questo libro), gli squadroni della morte in San Salvador e nei mille altri luoghi di tortura sparsi in tutto il mondo, possono riaffacciarsi dappertutto e in qualunque momento, anche da noi. Questo ci insegnano i fatti di Genova in quel maledetto luglio 2001, da piazza Alimonda all’assalto alla Scuola Diaz, fino alle violenze sui fermati nella caserma di Bolzaneto. E senza dimenticare le torture, inflitte nelle camere sotterranee della morte, a Giulio Regeni da agenti dei servizi d’intelligence della Turchia di oggi, fino a pochi anni fa nazione civilissima, tollerante e democratica.
il 25 giugno 1978, all’Estadio Monumental di Buenos Aires si gioca la partita di calcio Argentina-Olanda, finale dei mondiali di quell’anno.
Quella partita non si può perdere. Il dittatore Jorge Videla e la sua Junta di assassini è al potere da due anni, esattamente dalla notte del 24 marzo 1976 e tutti sono consapevoli che il mondo intero sta guardando. Una possibile sconfitta verrebbe interpretata come un insuccesso del nuovo regime.
La squadra nazionale argentina, che è fortissima, vince 3 a 1 e il fischio finale viene accolto da un boato che dallo stadio sembra propagarsi all’intero Paese. Chissà se gli argentini sugli spalti del Monumental e quelli seduti davanti al teleschermo avrebbero esultato allo stesso modo se avessero saputo che a poche centinaia di metri, in Avenida del Libertador 8151, c’era uno dei luoghi di tortura e morte più orrorifici del mondo, dopo Auschwitz e Dachau.
Alla Escuela de Mecánica de la Armada, ESMA, stavano, ammassati gli uni sugli altri, uomini, donne e soprattutto ragazzi, molti dei quali agonizzanti per le torture, stivati nei sotterranei della scuola in attesa di finire i loro giorni nell’oceano, scaraventati da migliaia di metri di altezza.
Nella notte della vittoria, la capitale argentina esulta. Esultano anche i carcerieri, ma il mattino successivo la “moratoria” termina e i voli della morte riprendono.
Un vero e proprio Olocausto. Un “pulizia generazionale”. Contrastati, nell’indifferenza mondiale, solo dalle Madri di Plaza de Mayo, che sfilano con il fazzoletto bianco in testa per chiedere giustizia per i figli e per i nipoti, sottratti appena nati alle madri finite nell’oceano e dati in adozione ai generali torturatori.
Un’intera generazione scomparsa, annientata, per la quale non ci sarà mai perdono.
Assolutamente da leggere perché solo passando attraverso il dolore della conoscenza del passato si può capire il presente e impedire che certi orrori si ripetano.

Daniele Biacchessi
UNA GENERAZIONE SCOMPARSA. I mondiali di Argentina del 1978
Jaka Book, 124 pagine, € 11,90 anziché 14,00 su internetbookshop.