MAFIA CAPITALE

Incipit: L’orgia del potere (dalla prefazione di Nando dalla Chiesa). Ci sono vicende giudiziarie che hanno il potere di illuminare lo stato di un Paese. E’ stato così per il maxiprocesso di Palermo, per Tangentopoli o per l’operazione Crimine-Infinito, che nel 2010 ha scoperchiato il potere della ‘ndrangheta su pezzi interi della Lombardia. Mafia capitale è sicuramente una di queste. E arriva dopo di queste, quasi a denunciarne uno spirito pubblico intriso di corruzione e crimine come costante della nostra storia nazionale.

Roma capoccia del mondo infame. “capitale corrotta, nazione infetta”. Era il 1955. Esattamente sessant’anni fa, l’Espresso avviava un’inchiesta sulla speculazione che attanagliava Roma. All’epoca c’entravano i palazzinari, i politici, l’aristocrazia papalina la pubblica amministrazione, i soldi facili di chi speculava sulla disperazione dei baraccati. Sessanta anni dopo eccoci di nuovo al punto di partenza. Si deforma l’originario, nobile profilo della cooperativa che dà lavoro agli ex detenuti per trasformarla in una consorteria minacciosa e corruttrice che si arricchisce sull’assistenza ai profughi, ai rom, ai minori non accompagnati, agli sfrattati. Ma che sia l’emergenza neve o la raccolta differenziata dei rifiuti, o le piste ciclabili, ecco l’appalto. In cambio si garantiscono mazzette, favori, pacchetti di voti, alleanze. E se qualcuno non ci sta, sono minacce e intrighi per piegarlo o toglierlo di mezzo.

Eccolo qui il libro che svela cos’è stata e, forse, cosa continua a essere, quell’orgia di corruzione emersa ufficialmente il 28 novembre 2014, quando il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Roma, Flavia Costantini, appose la propria firma sull’ordinanza di applicazione delle misure cautelari emessa sulla base delle richieste della procura della Repubblica di Roma, presentate dal procuratore capo Giuseppe Pignatone e dai sostituiti procuratori Giuseppe Cascini, Paolo Ielo e Luca Tescaroli.
Naturalmente non è il documento integrale dell’Ordinanza, troppo voluminoso per trovare spazio in un libro. Ma gli stralci sono stati scelti dai curatori Gaetano Savatteri e Francesco Grignetti per delineare un profilo preciso e dettagliato del sistema corruttivo e dei protagonisti rinviati a giudizio. Quello che ne è nato è il romanzo truce di una capitale violentata schiavizzata, depredata, imbarbarita per l’esclusivo profitto di pochi.
Si è parlato tanto, sui media, di mondo di sotto, mondo di sopra e mondo di mezzo: definizioni della popolazione affilate come bisturi, che da sole dicono molto. A coniarle non sono stati i magistrati o i giornalisti, ma uno dei protagonisti, il più feroce di tutti. Un assassino di nome Massimo Carminati.
Ma cos’e Mafia capitale? E può essere assimilata alle mafie tradizionali Cosa nostra, ‘ndrangheta eccetera?
Ecco cosa dice il codice in proposito:
“L’associazione è di tipo mafioso quando coloro che ne fanno parte si avvalgano della forza di intimidazione del vincolo associativo e della condizione di assoggettamento e di omertà che ne deriva per commettere delitti, per acquisire in modo diretto o indiretto la gestione o comunque il controllo di attività economiche, di concessioni, di autorizzazioni, appalti e servizi pubblici o per realizzare profitti o vantaggi ingiusti per sé o per altri, ovvero al fine di impedire od ostacolare il libero esercizio del voto o di procurare voti a sé o ad altri in occasione di consultazioni elettorali”.
La definizione, precisa e dettagliata, calza a pennello sulle caratteristiche riscontrate nel sistema corruttivo estorsivo e intimidatorio portato alla luce dai giudici romani. Dunque, la “cosa” oggetto della presente Ordinanza, ha tutti i titoli per essere chiamata Mafia Capitale, che non è la solita metafora coniata dai media, ma una “cupola” vera e propria che, secondo i giudici si è avvalsa «della forza dell’intimidazione del vincolo associativo della condizione di assoggettamento e di omertà che ne deriva, per commettere delitti, per acquisire in modo diretto o indiretto la gestione o comunque il controllo di attività economiche, di concessioni, di autorizzazioni, appalti e servizi pubblici
Fino a farsi “sistema”
Un sistema parallelo di governo della capitale, letteralmente sdoganato, quasi ufficializzato, quando il Campidoglio è stato conquistato da un sindaco che non aveva alcuna remora a salutare i suoi col braccio teso nel saluto fascista.
Ma ovviamente si tratta di un sistema che non è nato oggi. Nella sua nota introduttiva Nando Dalla Chiesa risale fino agli anni ’80, partendo dalla genesi della banda della Magliana, con i suoi torbidi intrecci al terrorismo nero, a Cosa nostra e alla malapolitica, arrivando fino a quella metamorfosi criminal-imprenditoriale che è, appunto, Mafia Capitale.

A cura di Gaetano Savatteri e Francesco Grignetti
MAFIA CAPITALE. L’atto di accusa delle procura di Roma
Melampo, 326 pagine, € 11,90 anziché 14,00