I SEGRETI DI BOLOGNA. La verità sull’attentato terroristico più grave della storia italiana

Incipit. La pista dimenticata. di Rosario Priore. La verità non ha tempo: non è mai troppo tardi per raccontarla. Non è mai troppo tardi per mettere insieme tutti i tasselli di un mistero di Stato. Sollevare il velo sulla strage di Bologna è un dovere soprattutto per chi, come me, ha indagato a lungo sulle vicende più torbide della storia dell’Italia repubblicana e conosce bene i limiti della verità giudiziaria. È arrivato il momento, dopo trentasei anni, di spiegare cose che ancora rimangono in sospeso. E per farlo, per tessere il filo sottile ma tenace che collega questo eccidio al contesto nazionale e internazionale dell’epoca, è di vitale importanza che il lettore tenga a mente alcune date e luoghi che spesso torneranno in questo libro. Veniamo ai fatti. Al momento dell’arresto a Roma, la notte del 9 gennaio 1982, il terrorista rosso Giovanni Senzani viene trovato in possesso di un appunto, scritto di suo pugno, che riassume i contenuti di un colloquio avuto a Parigi con Abu Ayad, capo dei servizi segreti dell’Olp, l’Organizzazione per la liberazione della Palestina. Quest’ultimo confida al leader brigatista che le recenti azioni terroristiche avvenute in Europa celano la regia dell’Urss, intenzionata a sanzionare la politica dei paesi europei in Medio Oriente. Senzani annota uno dei tre attentati elencati da Ayad con la sigla “Bo”, che io – in qualità di giudice titolare dell’inchiesta, che indagava sulle azioni compiute a Roma dalle Brigate rosse a partire dal 1977 –, non senza sorpresa, interpreterò come un evidente riferimento alla strage avvenuta alla stazione ferroviaria di Bologna il 2 agosto 1980

 Prima parte. La diplomazia parallela. I missili di Ortona. Un insolito incontro notturno.  È la notte tra il 7 e l’8 novembre 1979. Siamo a Ortona, una cittadina con meno di trentamila abitanti che sorge su una falesia del litorale abruzzese. A turbare la serenità del piccolo centro della provincia teatina, dove solitamente regna la calma assoluta, è la notizia di una rapina in un istituto di credito avvenuta nella mattinata. Forse è per questo motivo che “Romanuccio”, il metronotte in servizio nei pressi del Banco di Napoli, è sul chi vive. Manca poco all’una quando nota una Fiat 500 targata Roma che prima inverte il senso di marcia e poi si ferma in via della Libertà, nella direzione di Foggia. Alla guida c’è un uomo sulla trentina che spiega al vigilante di  attendere amici dalla capitale. Romanuccio ascolta e resta incuriosito dall’insolito appuntamento notturno, così continua a tenere d’occhio quel forestiero dai modi cortesi e con la barba folta. Dopo qualche minuto la piccola utilitaria viene affiancata da un furgoncino Peugeot riadattato a camper. A bordo s’intravedono due persone dall’aria innocua.

 Giuseppe Valerio Fioravanti e Francesca Mambro, i terroristi dei Nar condannati in via definitiva a sette ergastoli a testa, più centinaia di anni di carcere, da molto tempo già liberi, hanno sempre negato di avere responsabilità nella strage di Bologna. «Non siamo stati noi. Cercate altrove.» Dove? Forse a Sud-est. E’ esattamente questo che sostiene anche Rosario Priore, uno dei magistrati più impegnati a ricercare la verità sul terrorismo in Italia, soprattutto nelle sue matrici internazionali. Ora che è in pensione e che il suo vincolo alla riservatezza è caduto, almeno per i fatti non sottoposti a Segreto di Stato, ha deciso di raccontare quello che sa e quello che ha potuto dedurre dagli atti in suo possesso. In questo libro inchiesta, scritto con l’avvocato Valerio Cutonilli che da anni è impegnato nella ricerca della verità sulla strage di Bologna, ha riversato tutto quello che a oggi, dopo 36 anni, è stato scoperto sui fatti relativi alla bomba ancora avvolti da quell’impenetrabile opacità che ha consentito di mettere la strage sul conto dei “neri”. Negli ultimi quarantasei anni, a partire dalla bomba in piazza Fontana a Milano, gli italiani hanno assistito inermi ad attentati di ogni genere: omicidi di militanti politici, di poliziotti, di magistrati e giornalisti. E stragi crudeli, terribili, come quella alla stazione di Bologna che causò 85 morti e 200 feriti e che, nonostante la condanna definitiva di tre (all’epoca) giovanissimi neofascisti, continua a essere avvolta nel mistero.

Si è già detto tutto su Bologna, si dirà. Si è scritto tutto… Ebbene, stando a Rosario Priore non è vero e in questo libro viene aperta la strada a un’altra verità. Infatti, dopo interminabili indagini giudiziarie, ipotesi e contro ipotesi, dopo un iter processuale che non ha uguali in tutta Europa, il magistrato , mettendo in relazione l’immensa mole di materiale delle commissioni parlamentari Moro, P2, Stragi, Mitrokhin, più gli atti e i documenti  provenienti dagli archivi dell’Est, nonché materiale classificato come “riservatissimo” e mai reso pubblico, hanno individuato un nuovo filone d’indagine che colloca la strage nel contesto geopolitico a cui apparteneva, cosa che finalmente metterebbe al proprio posto tutte le tessere del puzzle. La storia italiana dal secondo dopoguerra a oggi è costellata di “doppie verità” spesso in contraddizione fra loro, di operazioni parallele dei servizi segreti (mai deviati, ma sempre ligi ai compiti loro assegnati!), di linee politiche più articolate e divergenti delle mappe di una metropoli. E su tutto ha dominato la volontà di politici che, stando alle dichiarazioni ufficiali, avrebbero operato per il bene del Paese, anche “facendo il male per ottenere un bene superiore”. E non è un caso se gli episodi più sanguinosi, dagli anni ’70 in poi, ancora avvolti nel mistero, sono tutti, per un verso o per un altro, collegati fra loro e culminati nella bomba alla stazione di Bologna. Solo ripercorrendoli a ritroso come hanno insieme gli autori: il magistrato e l’avvocato che lo ha affiancato, è possibile capire cosa abbia significato e da cosa abbia avuto origine la stagione del terrorismo che ha insanguinato il nostro Paese.

Valerio Cutonilli Rosario Priore

I SEGRETI DI BOLOGNA. La verità sull’attentato terroristico più grave della storia italiana

Chiarelettere, 274 pagine, € 13,60 anziché 16,00 su internetbookshop. Disponibile in Ebook a 9,99