LA PROMESSA DEL TRAMONTO

Incipit: Prologo. Budapest Giovedì 15 novembre 1951. Il Danubio così arrabbiato non lo si vedeva da tempo. Ancora ieri scorreva lento e gentile, come un gigante pigro, ma poi si è messo a piovere ed è salito il vento. Verso la mezzanotte l’acqua ha superato il livello di guardia e adesso, che manca poco all’alba, il grande fiume scatena la sua forza. Trascina con sé rami e foglie, lancia schizzi impazziti oltre gli argini e ricade in vortici di schiuma. Visto da lontano offre uno spettacolo meraviglioso, viene voglia di fermarsi per ammirarlo, ma darà più d’un problema alle navi in partenza. Il viaggio della Veszprém, in servizio sul Danubio tra Budapest e Vienna, si mette male prima di cominciare. Per il momento il vecchio mercantile, ormeggiato vicino al ponte Szabadság, subisce con stoica pazienza i capricci delle onde. Benché non sia piccolo – è lungo ottanta metri, largo dieci, e ha un pescaggio di due metri e ottanta, con una capacità di trasporto fino a tremila tonnellate –, viene sbatacchiato come un fuscello. Pioggia e vento rendono più faticose le operazioni di carico, due marinai scivolano sulla passerella viscida, fioccano bestemmie, bisogna raddoppiare i teli per impedire che le casse di merci s’inzuppino d’acqua. Alle cinque e mezzo arriva anche l’agente dell’AVh, la polizia segreta del regime, che resterà a bordo fino a destinazione. Il comandante lo saluta a mezza voce, il poliziotto risponde senza entusiasmo. La reciproca antipatia è evidente, anche se i due cercano di mascherarla.

 Questo non è solo un bel romanzo che si legge d’un fiato godendo di una prosa elegante e fluida, è anzitutto un documento storico molto importante perché spalanca due finestre sul passato: la prima sul diffondersi, all’inizio in modo silenzioso, quasi impercettibile ma capillare e strisciante, dell’antisemitismo nell’Ungheria del tentennante Horthy. Antisemitismo che non mancò di inseguire a rotta di collo la ‘soluzione finale’ dopo il colpo di stato che portò al potere le Croci frecciate di Ferenc Szalasi. La seconda, sulla vita in quella che, dopo la disfatta del Reich e dei suoi alleati, era diventata la Repubblica popolare d’Ungheria, ovvero un satellite della galassia sovietica. La narrazione prende il via con la fuga del protagonista, Tibor, a bordo della Veszprém, una nave mercantile che trasporta merci da Budapest a Vienna lungo il Danubio. Tibor è un medico ebreo ungherese, sfuggito per puro caso all’olocausto. Ha studiato in Italia e ha sposato una donna italiana, Sara, appartenente a una famiglia importante che non è mai stata favorevole a quel matrimonio misto. Allo scoppio della guerra viene avviato a un campo di lavoro dove le condizioni di vita sono proibitive e tuttavia questa alla lunga si rivela una fortuna perché lo salva dall’essere inviato ad Auschwitz dove invece perderanno la vita diversi membri della sua famiglia, compresi i genitori. Alla fine della guerra Tibor riesce a tornare nella grande casa vuota, dove ritrova Sara e la figlia, ma la vita è ancora lontana da quella sospirata tranquillità e da quel modesto benessere che gli affetti e la sua professione dovrebbero assicurargli. Piano piano i legami dell’Ungheria con l’Urss si vanno rafforzando fino a dare vita a uno statalismo brutale che soffoca la vita, mentre tornano a manifestarsi i sintomi dell’antisemitismo che non è affatto morto con la caduta del reich. Tibor convince Sara a partire con le figlie per l’Italia prima che anche a lei venga impedito di lasciare il Paese. La scusa ufficiale è una visita alla famiglia di origine, ma quello che in realtà si propone di fare è raggiungerla e stabilirsi in Italia per sempre. La fuga di Tibor a bordo della Veszprém che solca il Danubio reso tumultuoso da nubifragi che si susseguono l’uno dopo l’altro, segregato per quasi una settimana dentro il doppiofondo di un armadio buio e asfittico in compagnia di due donne litigiose e un neonato, è un pezzo di alta letteratura che non si dimentica facilmente. E’ un pezzo di storia che cattura, coinvolge, a tratti indigna, ma penetra nella coscienza e non può essere dimenticato. Assolutamente da leggere.

Nicoletta Sipos

LA PROMESSA DEL TRAMONTO

Garzanti, 323 pagine, € 14,36 anziché 16,90 su internetbookshop. Disponibile in Ebook a 9,99