LA GENESI DEL MEIN KAMPF. 1924 l’anno che cambiò la storia.

2017-03-08

Incipit: Prologo. L’inspiegabile ascesa. La sera dell’8 novembre 1923, mentre l’arrivo di una nevicata era nell’aria, Adolf Hitler, un politico di 34 anni noto per la sua oratoria infuocata, si fece strada a fatica in un’affollata birreria della zona sud-ovest di Monaco. Circondato da tre guardie del corpo, due elle quali in divisa militare, Hitler teneva una pistola in mano. Con “gli occhi spalancati e con l’aria di un fanatico ubriaco”, dai suoi modesti 1,67 metri di statura tentò di interrompere un comizio del capo del Governo della Baviera. Ma non riuscì a farsi sentire. Saltando su una sedia alzò il braccio e sparò un colpo contro il soffitto a cassettoni. «Silenzio!», gridò.

 Questo è un libro che a prima vista ispira repulsione. Si fatica perfino a toccarne le pagine benché si tratti di un saggio molto ben costruito, serio, documentato, opera di un giornalista politico americano lontano anni luce dall’ideologia nazista. Poi, dopo aver cominciato a leggicchiarlo, ci si convince che potrebbe essere d’aiuto per trovare le risposte a domande fondamentali che l’Europa non smette di porsi da anni: com’è successo che un popolo civile, evoluto e carico di storia come quello tedesco sia rimasto, in massa, preda di un’ideologia aberrante, malvagia e perfino insensata come quella scaturita dalla mente esaltata di un omucolo poco istruito, bassino, iracondo e roso da un’invidia patologica? Quando, esattamente, tutto è cominciato? Qual è stato il punto esatto di non ritorno? Lo stile del libro è semplice, scorrevole, accattivante. Piano piano le pagine, aperte all’inizio solo per curiosità, sono scivolate via come acqua portando la convinzione che fosse una buona idea, soprattutto in un momento come questo, fatto di incertezze per il futuro, di crisi economica e di conflitti sociali e politici sempre più aspri e accesi, cercare qualche risposta a un fenomeno tossico come l’ascesa del nazismo. Tutto è cominciato nel 1924, l’anno in cui Hitler fu rinchiuso nel carcere di Landsberg insieme agli uomini che avevano condiviso con lui il putsch di Monaco, il fallito colpo di Stato noto anche come “putsch della birreria” (proprio quello iniziato con l’irruzione, pistola in pugno, durante il comizio nella birreria). Accusato di tradimento, l’ometto isterico fu processato, condannato e chiuso in cella con l’unico conforto dell’occorrente per scrivere e di molti libri in cui letteralmente si tuffò, forse capendo poco ma  interpretandone i contenuti secondo il proprio sentire, snaturando, distorcendo a proprio piacere la storia della Germania e nutrendo il proprio ego con un livore e un accanimento che avrebbero meritato un’indagine psichiatrica molto accurata.

Ecco, la genesi del male partì proprio da quella cella, da quelle letture, da quel livore. Infatti, lì, durante quei mesi da carcerato, il futuro führer concepì e mise sulla carta la sua bibbia nera: Mein kampf. Quella condanna, per la Germania e per il mondo intero si rivelò una sciagura apocalittica. Infatti, in quell’anno il futuro Führer ebbe tutto il tempo per covare e sviluppare la follia totalitaria destinata a sfociare nel Terzo Reich. Fino a oggi della prigionia di Hitler si è parlato pochissimo. Così come a livello divulgativo si è sempre trascurato il putsch, favorito dalla crisi economica che aveva devastato la Germania, uscita a pezzi dalla prima guerra mondiale. In questo saggio si tenta un’analisi di queste congiunture alla luce del processo che ha visto la condanna dei “traditori della patria” Hitler e soci. Certamente un libro come Mein kampf non sarebbe bastato a muovere le masse se non ci fossero stati presupposti favorevoli e una certa dose di fortuna. Va precisato che dall’anno della pubblicazione, 1925 fino al 1933, anno dell’ascesa al potere del “Grande dittatore”, in Germania fu un best seller assoluto, con centinaia di migliaia di copie vendute ogni anno e più di un milione nel ’33.

Cosa ha dato vita a questo furore collettivo? Una ricetta semplice che purtroppo, potrebbe funzionare ancora: l’additare alle masse i “nemici comuni” che allora erano gli ebrei e i comunisti e oggi sono gli immigrati. E, contemporaneamente, l’instillare il veleno delle disuguaglianze, spacciando abilmente solenni panzane come fossero verità rivelate: per Hitler furono I protocolli dei saggi di Sion, oggi i fake che circolano in rete. Tutto questo, per intercettare  i desideri nascosti e inconfessabili di cittadini umiliati e impoveriti. Lo consiglio.

 

Peter Ross Range

LA GENESI DEL MEIN KAMPF. 1924 l’anno che cambiò la storia.

Newton Compton, 329 pagine, € 10,20 anziché 12,00 su internetbookshop. Disponibile in Ebook a 4,99