IL COMMISSARIO SONERI E LA LEGGE DEL CORANO

Incipit. 1. Gatti che ronfano nei pomeriggi d’inverno: sono così le città di pianura. Neghittose e morbide nella loro indolenza festiva, conservano un cuore crudele e scattante. Per mimetismo, come a caccia, stanno acquattate nella cova dei loro palazzi, dove si predica caritatevoli e si progetta l’agguato. Sono introspettive, silenziose e meditabonde, votate a ruminare nevrosi dentro le loro nebbie. Dal vetro sudato della cucina, Soneri scrutava i tetti di Parma che emergevano come scogli sull’orizzonte grigio nel muto dopopranzo domenicale, mentre Angela scorreva le immagini di una pubblicità tutta sole e mare. Improvvisamente lei richiuse il depliant e lo lanciò sul tavolo.

Un romanzo-verità, com’è nello stile di Valerio Varesi, cronista di nera presso La repubblica, uno degli autori italiani più amati. Ancora una volta il protagonista è Soneri, il commissario che nei fortunati serial televisivi Nebbie e delitti, andati in onda anni fa, aveva il volto di Luca  Barbareschi. L’ambiente è sempre quello di Parma, città di provincia atipica per via del suo passato di nobiltà ed eleganza, della sua tradizione di tolleranza, della sua riservatezza, della sua grande dignità, del senso del dovere dei cittadini, dell’alta qualità di vita, delle eccellenze culinarie… E si potrebbe continuare a lungo ad elencare virtù, tutte meritate, sennonché … Sennonché capita che a Parma girino le ronde. Gruppi di volontari che pattugliano le strade tenendo gli occhi aperti per difendere i bravi cittadini. Anche se poi succede che puntino l’attenzione da una parte sola: quella degli immigrati e dei poveri cristi. «Qui di pericoloso ci sono gli stranieri che rubano, minacciano e spacciano tirandosi dietro quegli sfigati dei tossici che per una dose assaltano chiunque passi.» Per tacere di strani gruppi che girano nelle periferie su gipponi, in parata come soldati vittoriosi: «si fanno vedere per dimostrare che sono loro i padroni.» Fanno azioni dimostrative e «qualche volta si fermano davanti ai bar frequentati da stranieri e inveiscono. Li minacciano anche…»

Ma allora, che ne è stato della tradizione di tolleranza e buona educazione dei parmigiani? E’ proprio questo il tema di fondo di questo romanzo. Partendo dalle indagini del suo commissario Soneri sull’omicidio del giovane tunisino Hamed, assassinato nella casa di un anziano cieco, l’autore svolge personalmente una vera indagine arrivando fin dentro il cuore della comunità islamica di Parma, nello sprofondo delle periferie dei diritti negati e del degrado, per sentire sulla propria pelle le scintille della tensione fra i “bravi cittadini”, non più così tolleranti,  e gli immigrati non sempre grati e rispettosi. Sembrerebbe una storia di insofferenza estrema questo romanzo. In realtà è molto di più. Risale alle origini del malessere e della diffidenza che pervadono in uguale misura sia i parmigiani che gli immigrati e porta alla luce una grande verità: nell’odio e nel disagio tutto si confonde e si mescola  in un impasto indistinto di avidità, furbizia, desiderio di approfittare a vicenda gli uni degli altri. Tutto questo mentre il pericolo, quello vero che porta morte e terrore, è sempre in agguato e può nascondersi dovunque. Anche dentro il caveau di una banca.

Valerio Varesi

IL COMMISSARIO SONERI E LA LEGGE DEL CORANO

Frassinelli, 336 pagine, € 15,72 anziché 18,50 su internetbookshop. Disponibile in Ebook a 9,99