IL SEGRETO DI PIAZZA NAPOLI. La prima indagine di Totò Maraldo

Incipit. Prefazione di Daniele Biacchessi. C’è di tutto in questo nuovo romanzo di Gino Marchitelli: il mistero, il giallo, il noir, la tensione emotiva, l’impatto sociale della storia. Poi ci sono luoghi che Gino descrive, a me cari perché li ho abitati per 17 anni. Piazza Napoli non è centro e neppure periferia. E’ una delle fermate del filobus della circonvallazione. Una piazza dove generalmente si accompagnano i cani a fare i bisogni e si passa con la macchina, veloci, generalmente verso altre destinazioni.

 Prologo. Il tavolo della cucina era illuminato flebilmente da una vecchia lampadina da pochi watt.  L’uomo ogni tanto roteava il collo per contrastare il gran fastidio che le vertebre, ormai logore, gli provocavano.Tutti i giorni, sempre e inesorabilmente. Aveva cenato in modo frugale: un po’ di riso in brodo, qualche foglia di lattuga recuperata tra le erbacce dell’orto abbandonato nella casa della vicina, mezz’etto di prosciutto, una scorza di formaggio rinsecchito.  Era tutto quello che poteva permettersi con le sue magre finanze. E poi c’era l’uva… a quella non avrebbe mai potuto rinunciare. L’uva doveva esserci sempre, anche fuori stagione.

Piazza Napoli, sì, proprio quella a cui è toccato l’onore delle cronache di recente, dopo il rinvenimento del cadavere di una ragazza impiccata ad un albero del giardino pubblico. Una storia salita alla ribalta molto dopo l’uscita del romanzo, ma che con quella narrata nel libro ha più di un punto in comune. Un caso? Certamente, ma sta a dimostrare che la realtà non è mai lontana dalla fantasia e tutto quello che si narra nei romanzi è già capitato o capiterà da qualche parte. Soprattutto se i romanzi, come questo di Gino Marchitelli, un tempo valoroso sindacalista sulle piattaforme petrolifere dell’Eni e oggi fortemente impegnato nella difesa della memoria e dei diritti civili, puntano sempre al risveglio delle coscienze.

In questo romanzo, agile, dalla prosa fluida, l’indagine non autorizzata di Totò Maraldo, brigadiere dei carabinieri in pensione, sulla morte di un ragazzo rinvenuto cadavere in una stalla abbandonata nella campagna dell’Oltrepò pavese, porta alla scoperta di inconfessabili intrecci fra potenti interessati a insabbiare un vecchio omicidio e un’omertà diffusa che arriva a lambire la metropoli con i suoi silenzi sospesi, pieni di attenzione verso chi ha i soldi o possiede gli strumenti per esercitare ricatti e pressioni. Dunque, niente di nuovo sotto il sole.

«L’indagine portò alla luce una serie interminabile di pratiche di corruzione (…) in vari settori della società, dell’imprenditoria, della magistratura e delle stesse forze dell’ordine. Il depistaggio organizzato dal maresciallo, in cambio di una notevole somma, era del tutto simile a quello che si era verificato a opera di un alto funzionario dei carabinieri, sospeso dal servizio e messo sotto inchiesta, per i fatti dell’omicidio di Garlasco. «Emerse un retroscena disgustoso, fatto di corruzione e ricatti, prostituzione e fatti illeciti.» Parole che potrebbero adattarsi a parecchi casi di nera, passati e recenti, dai quali è emersa la pessima gestione della giustizia. Basta ricordare le indagini sull’omicidio di Serena Mollicone, nonché quelle seguite alla scoperta del cadavere di Chiara Poggi. Perché non sempre chi fa le indagini, chi rinvia a giudizio, chi emette sentenze, chi decide una carcerazione preventiva prima ancora del rinvio a giudizio anche in mancanza delle condizioni previste dalla legge, e chi invece si ostina a tenere fuori dal carcere condannati in primo grado che avrebbero i mezzi per filarsela, non sempre decide in base a un intimo, personale convincimento. Un bellissimo romanzo, ma anche una precisa metafora di come (non) funziona la giustizia da noi.

Gino Marchitelli

IL SEGRETO DI PIAZZA NAPOLI. La prima indagine di Totò Maraldo

Fratelli Frilli editori,190 pagine, € 10,12 anziché 11,90 su internetbookshop. Disponibile in Ebook a 4,99

 

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