SILENZI DI STATO

Incipit: Prefazione di Gian Antonio Stella. Tryckfrihetsförordningen è impronunciabile? Provate con «l’art.2, commi da 36-terdecies a 36-duodevicies, del decreto legge 13 agosto 2011, n.138, convertito…». Qual è la differenza? Chi parla lo svedese la parola Tryckfrihetsförordningen la capisce benissimo: è il diritto alla libertà di stampa e alla trasparenza. Chi parla l’italiano davanti ai nostri codicilli stramazza: quel linguaggio iniziatico è una barriera che impedisce l’accesso.

Questo libro. Caro lettore, hai pagato questo libro ma non hai il diritto di leggerlo. Alcune persone, invece ce l’hanno e, in determinate circostanze, potranno decidere di raccontartelo. Se lo faranno dovrai fidarti di loro ciecamente o decidere a priori che mentono perché non avrai nessun modo per verificare ciò che affermano.

Il nostro non è mai stato il paese della trasparenza. Silenzi, opacità, depistaggi, dilazioni, insabbiamenti hanno contraddistinto dalle origini del Regno d’Italia in poi, fino alla Seconda Repubblica, i rapporti dei sudditi/cittadini con le istituzioni. Ma da quando la difesa della privacy è entrata nel codice civile e penale l’opacità è diventata addirittura impenetrabilità, buio totale. Gran cosa la difesa della privacy. In tutta Europa è uno strumento prezioso per la salvaguardia dei cittadini, delle loro famiglie, della loro onorabilità. Da noi viene brandita spesso, anche contro le norme vigenti, come una clava per difendere diritti supposti e privilegi immeritati. Per esempio: quanto guadagnano i parlamentari? Quanto spendono realmente per la loro missione? Come vengono compilate le graduatorie dei concorsi pubblici? Quanto spende il sindaco in viaggi e cene? Quanto sono sicuri gli edifici scolastici, ammesso che ne esistano le certificazioni? E i ‘derivati’ pubblici? Quanti ne sono stati acquistati dal ministero e dalle amministrazioni? E con quali profitti/perdite?. E non parliamo poi delle informazioni sui fatti oscuri soggetti al segreto di Stato che da noi, a dispetto della legge che ne ha fissato la durata in trent’anni, è pressoché permanente.

E’ esemplare a questo proposito la vicenda del  giornalista Claudio Gatti che, grazie al Freedom of Information Act in vigore negli Usa dal 1978, ha ottenuto dal governo statunitense “migliaia di pagine su alcuni dei fatti più oscuri della nostra storia recente, dal terrorismo alle stragi. Compresa la sciagura di Ustica.”  Come dire che è più facile per noi ottenere dalla Cia le carte secretate relative ai grandi misteri internazionali che non l’elenco dei partecipanti a un’asta pubblica, per non parlare delle cifre offerte dai partecipanti. Gatti, infatti, nonostante le estenuanti trafile a cui si è dovuto sottoporre, compreso un ricorso al Tar del Lazio, si è visto respingere sistematicamente tutte le richieste di informazioni. Anche quelle riguardanti documenti non secretati e quindi, in teoria, pubblici.

Ernesto Belisario Guido Romeo

SILENZI DI STATO

Prefazione di Gian Antonio Stella

Chiarelettere, 166 pagine, € 11,90 anziché 14,00 su internetbookshop. Disponibile in Ebook a 9,99

 

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