I MEDICI. Un grande romanzo storico

Incipit. 1. Santa Maria del Fiore. Alzò gli occhi al cielo. Pareva polvere di lapislazzuli. Per un istante sentì la vertigine salire e rapirgli i pensieri. Poi, riposò gli occhi, spostando lo sguardo attorno a sé. Vide i muratori che preparavano la malta, mescolando la calce alla sabbia chiara dell’Arno. Alcuni di loro se ne stavano appollaiati sui tramezzi, consumando una veloce colazione. Svolgevano turni massacranti e capitava spesso che trascorressero lì intere settimane, dormendo fra impalcature di legno, lastre di marmo, calcinacci. A oltre cento braccia dal suolo. Cosimo sgusciò fra i ponteggi in legno: sembravano i denti neri e affilati di una creatura fantastica. Avanzò facendo grande attenzione a non mettere i piedi in fallo. Quella visione di una città sopra la città lo affascinava e lo lasciava sgomento a un tempo.

Chi ha visto la fiction I Medici alla tivù avrà certamente ammirato la sontuosità degli interni, i costumi, le ricostruzioni passabilmente fedeli delle città, prima fra tutte quella di Firenze all’epoca della dinastia medicea, anni 1400-1500. Tutto sommato una fiction molto suggestiva, con un difetto però: i telespettatori privi di una solida preparazione storica con ogni probabilità avranno faticato a seguire gli intrecci, le dinamiche fra i vari personaggi, i rapporti di parentela dei protagonisti, i

passaggi storici. Quella fiction, continuamente giocata su salti temporali, al di là del puro piacere di una visione sontuosa non ha dato nulla sul piano della conoscenza, se non, ai più attenti, il desiderio di approfondire. Questo perché non ripercorreva in modo chiaro e coerente una delle epoche più sontuose della nostra storia: l’epopea medicea fatta di intrighi, intrecci rapporti fra i potenti e con il papa, guerre,  matrimoni politici e tutto ciò che preluse e seguì all’instaurazione della Signoria. Altra cosa è questo libro o, meglio, questa trilogia, perché i volumi sono tre: in tutto più di millecento pagine, pubblicati solo per una fortunata coincidenza in concomitanza con la fiction televisiva, nei nei quali è narrata con lo stile accattivante del romanzo ma con il rigore dell’indagine storica l’intera epopea medicea, dal febbraio 1429, anno della morte del banchiere Giovanni de’ Medici, padre di Lorenzo e Cosimo, al gennaio 1589 anno della morte di Caterina de’ medici. Non ci sono salti temporali se non perfettamente delineati in questi libri. Ma solo storia, costume e buona narrazione. La capacità evocativa dell’autore è pari solo alla sua preparazione. E da queste pagine, sia pure con molte concessioni al romanzo che non disturbano, ma anzi arricchiscono l’opera, emerge con decise pennellate e in sequenze narrative assolutamente coerenti e facili da seguire, godibilissime, tutto lo splendore, la magnificenza, l’efferatezza e l’orrore di un’epoca tanto affascinante quanto terribile, sontuosa e crudele. In questa trilogia che parte con il primo volume: Una dinastia al potere  (febbraio 1429 – settembre 1453); prosegue con Un uomo al potere (febbraio 1469 – settembre 1479) e si conclude con Una regina al potere (giugno 1525 – agosto 1572) c’è tutto: vite, contrasti, guerre, amori, omicidi, intrighi della dinastia che, spazzando via con un inusitato stile di vita, le ragnatele del basso Medioevo, ci ha lasciato in eredità un patrimonio di inestimabili capolavori d’arte, a cominciare dalla cupola di Santa Maria del fiore. Da leggere e da gustare dalla prima all’ultima pagina.

 

                                       

                                                                                                                                        

 

Matteo Stukul

I MEDICI. Un grande romanzo storico 

Vol. 1 – Una dinastia al potere, 382 pagine

Vol. 2 – Un uomo al potere, 382 pagine

Vol. 3 – Una regina al potere, 374 pagine

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