IL CANTO DELLA LIBERTA’. Una favola vera

Incipit: premessa. «Più sono solo e solitario, più sono diventato amante delle favole» diceva Aristotele. Il nostro mondo non ci permette di essere soli, ha costruito un lungo elenco di impedimenti alla solitudine, alcuni graditi altri insostenibili. Preso atto che oggi la situazione è questa, sono andata in cerca dei soccorritori di un tempo, che aiutassero a non perdersi d’animo nelle sabbie mobili del presente. E li ho trovati, ritrovati, nelle passioni dei vent’anni, prima che il destino mi facesse arrivare a raccontare, per le pagine di giornali, cronache altrui, storie che non sono mai state le mie.

«Una favola, soltanto una favola», tiene a spiegare, minimizzando, l’autrice Sandra Bonsanti. Ma si potrebbe chiosare che le favole sono l’unico genere letterario veramente immortale. Questo libro, che si legge d’un fiato ma per essere gustato a fondo presuppone da parte dei lettori una certa conoscenza dei classici, è un viaggio a ritroso attraverso parole di saggezza e di poesia di antichi pensatori, di filosofi e poeti. Il protagonista è un anziano professore che tiene un ciclo di dieci lezioni in una libreria. Titolo, alquanto affascinante e immaginifico, del corso: “Saffo e la scoperta della libertà nell’antica Grecia”. Lo stesso corso, come il professore ha spiegato, che il docente aveva tenuto agli studenti iscritti al primo anno della facoltà di lettere dell’Università di Roma, anno accademico 1945-46. E certamente non è un caso se quel corso, che si rifà al pensiero degli antichi sul concetto di libertà e democrazia, risale al primo anno di pura ed effettiva libertà dopo la sconfitta definitiva del fascismo.

«Una favola, soltanto una favola», ma non solo piena di poesia, anche  straordinariamente viva e attuale, come può esserlo il pensiero dei grandi, che non conosce età. Le citazioni a cui il professore-protagonista  si rifà, sono tratte dai classici. Anzitutto il Fedro di Platone, terzo libro dei Dialoghi, contenente l’unica descrizione dei luoghi mai fatta dal filosofo. E che descrizione! Platone immagina il maestro, Socrate, camminare con Fedro lungo la riva dell’Ilisso, alla ricerca del luogo ideale in cui sostare all’ombra per discorrere di filosofia. I due trovano il posto vicino a una fonte di acqua freschissima, all’ombra di un grande agnocasto dai fiori blu-violetto. «E senti quest’aria, com’è amabile e soave, lieve sussurro che si accorda sommesso al coro delle cicale», fa notare Socrate al discepolo. «Ma la cosa più gentile è quest’erba, così in tranquillo pendio da sostenere magnificamente la testa di chi si sdrai.»

Potrebbe mai esserci una descrizione più lirica ed efficace di questa? Così, di citazione in citazione, saltando da un classico all’altro, dalla poesia alla filosofia, fra versi immortali e divagazioni, il professore arriva a Saffo, alla poesia d’amore e di libertà e alla vicenda umana dell’infelice poetessa. Inevitabile, leggendo queste pagine, individuare ponti che collegano l’ieri all’oggi, come se il passato fosse soltanto pura astrazione e non invece un incessante concatenarsi di eventi. Questo libro è una vera chicca da gustare pagina dopo  pagina.

Sandra Bonsanti

IL CANTO DELLA LIBERTA’. Una favola vera

Chiarelettere, 109 pagine, € 10,20 anziché 12,00 su internetbookshop. Disponibile in Ebook a 7,99