IN MISSIONE. Agente Kasper. Una vita sotto copertura

02-in-missioneIncipit: “Once a spy, always a spy. Roma, oggi. Sono sul posto con largo anticipo, come sempre. Un’auto viene verso di me, accosta, io osservo prima il guidatore e poi l’uomo accanto a lui. Faccio un passo indietro, scendono, continuo a studiarli, nessun pericolo, abbasso la guardia. Controllo l’ora un’altra volta, è ancora presto e mi torna in mente una scena di Eyes wide shut. Tom Cruise, medico, incontra un suo vecchio compagno di università che ha lasciato la facoltà di Medicina e ora fa il cantante di pianobar. «Ma tu invece cosa fai?» chiede a Cruise. «Once a doctor, always a doctor» è la sua risposta. Io, mio malgrado, potrei rispondere la stessa cosa: «Once a spy, always a spy». Per tre decenni non ho fatto altro che analizzare preventivamente il terreno di gioco, pianificare le mie mosse, studiare e anticipare quelle dell’avversario, da sempre pronto ad affrontare un potenziale nemico forse meglio armato ma difficilmente più addestrato. Il mio fuoristrada e il mio kit standard sono li a ricordarmelo: la speciale mazza sempre a portata di mano per sfondare il vetro e mettersi in salvo in caso di emergenza, il ‘tiro’ di corda con l’attrezzatura da arrampicata, il paracadute ellittico Katana da 180 piedi nella borsa (capsula barometrica spenta e spinotti al loro posto) e altri strumenti del mestiere infilati in un vecchio zaino israeliano. Questo sono io. Con la mia abitudine a controllare continuamente gli specchietti, a stare allerta quando una moto con due passeggeri nascosti dal casco mi affianca per superarmi, a individuare una possibile via di fuga da un negozio anche se sto entrando per comprare il regalo di anniversario per mia moglie o quello di compleanno per la mia bambina: sono il prodotto di quello che mi hanno insegnato. Anche il mio è un mestiere, benché sia più difficile da spiegare, seduti a cena, in compagnia di amici. Mentre aspetto, seziono con lo sguardo il marciapiede in cerca di qualcosa fuori posto: visi e movimenti sospetti, scooter col motore acceso. Mi chiedo se sono troppo paranoico ma, contemporaneamente, mi scorrono in sequenza davanti agli occhi le facce dei nemici che mi sono fatto negli anni”.

Torna in libreria l’agente Kasper, al secolo Vincenzo Fenili, ex carabiniere dei Ros, ex pilota dell’Ata, ex agente del Sismi e uomo dell’intelligence italiana, impegnato in missioni internazionali in tutti i punti caldi del pianeta.Dopo il successo di Supernotes, il best seller scritto a quattro mani con il giornalista Luigi Carletti di “Repubblica” e “l’Espresso”, in cui ha riversato il resoconto di una missione in Cambogia degna di Urla del silenzio, propone in questo libro un ampio florilegio di avventure spionistiche, questa volta però raccontate in prima persona, con nome e cognome anche se lo stile fluido da vero professionista della narrazione lascia sospettare che dietro alle pagine si nasconda un ghost writer di valore. Fenili è stato indubitabilmente quello che si definisce ‘un infiltrato’ e le cose che racconta, i luoghi che descrive, le situazioni, i personaggi appartengono alla realtà e meritano approfondimenti da parte di chi si legge. Di quasi tutte le  sue operazioni, come, per esempio, quella fra i narcos sudamericani dal nome in codice ‘Pilota’, esistono fascicoli sia negli archivi di Forte Braschi sia presso le procure.

Ma è davvero come narra lui che si comportano gli 007 di casa nostra? La domanda non banale perché se la risposta è sì, gli italiani hanno più di un motivo per preoccuparsi. E la motivazione la dà lo stesso Fenili: «E se a forza di stare con loro fossi diventato anch’io un criminale? Dov’è il confine? Non te lo spiega nessuno, lo devi scoprire da solo. Poi un giorno può arrivare un magistrato a decidere che quel limite l’hai oltrepassato.» Parole che riecheggiano quelle di Joseph Pistone, ex agente dell’F.B.I. che nel 1976 riuscì a infiltrarsi all’interno di una cosca newyorkese di Cosa nostra, pronunciate nel film ‘Donnie Brasco’, imperniato sulla sua figura. Alla moglie Maggie che lo accusava di essere sul punto di diventare tale e quale ai mafiosi che doveva spiare, Donnie rispose: «Darling, io non sto diventando come loro. Io sono uno di loro.»

Già, dov’è il confine di cui parla Kasper? Terroristi fra i terroristi? Narcotrafficanti nella Jungla colombiana? Gladiatori per le forze Nato, con tutto l’ambaradam di fantasmi feroci che quest’etichetta evoca?  Dove sta la verità vera su chi siano davvero i nostri agenti operativi e dove, invece, la voglia di stupire di Carletti? Per farsi un’idea non resta che leggere questo docu-romanzo che, al di là del valore storico dei fatti che narra, ha un grandissimo pregio: quello di far realmente viaggiare i lettori in luoghi lontanissimi, descritti in modo così efficace che le parole arrivano a tutti e cinque i sensi.

Vincenzo Fenili

IN MISSIONE. Agente Kasper. Una vita sotto copertura

Chiarelettere, 292 pagine, € 14,36 anziché 16,90 su internetbookshop. Disponibile anche in Ebook a 9.99