ATTENTATI DI PARIGI (3): PERCHE’ SALAH ABDESLAM VIENE SEGNALATO ALLA POLIZIA SOLO 12 ORE DOPO GLI ATTENTATI

A dimostrazione del fatto che il problema è meno semplicistico di come lo pone Le Monde c’è quanto scrive l’ANSA da Parigi. L’agenzia di stampa, solitamente molto cauta nei toni specie per fatti d’oltralpe, sostiene che ad essere fragile è soprattutto “il contesto ormai ricostruito fin nei minimi particolari di un Abdeslam Salah che – in fuga da Parigi – viene fermato sabato mattina (il giorno dopo gli attentati. NdR) da una pattuglia della stradale mentre fa ritorno verso casa, a Bruxelles”. Sono le 9.10, l’auto è una Golf grigia. Dentro ci sono due persone partite alle tre del mattino dal Belgio per andare a Montreuil e riportare a casa Abdeslam Salah, l’unico conosciuto dei commando operativi a Parigi che non sia stato ucciso o non si sia fatto saltare. Salah ha appena parcheggiato in quella banlieue parigina la Seat nera degli agguati ai ristoranti, la sua ultima tappa nella capitale è stata il Comptoir Voltaire, ristorante dove ha scaricato il fratello che si è fatto esplodere al tavolo dopo aver ordinato.
Dodici ore dopo, la Golf grigia con i tre individui viene fermata dalla polizia stradale a Cambrai che non si trova alla frontiera con il Belgio, come spesso ripetuto in questi giorni, bensì a 56 chilometri di autostrada dalla prima località belga, dove in questi giorni hanno ripristinato i controlli alla frontiera, Hensies. A circa 45 minuti di strada all’interno della Francia, quindi, la Golf viene fermata, i tre vengono fatti scendere, mostrano i documenti ai gendarmi, che li controllano. Poi, secondo fonti dell’inchiesta contattate dall’ANSA, gli agenti telefonano per essere certi che, nel gravissimo contesto di quelle ore, i tre possano essere lasciati ripartire. La risposta è: nulla osta. Così, la Golf con Abdeslam Salah riparte verso il Belgio. Quando arriverà a destinazione – e la polizia belga li raggiungerà – il ricercato numero uno sarà già in fuga.
Dopo 12 ore, quindi, l’identità di colui che ha guidato l’auto in missione suicida a Parigi, dopo aver a suo nome noleggiato la Seat in Belgio, non era stato trasmesso per segnalazione ai gendarmi sulla strada fra Parigi e il Belgio. Non solo, ma – secondo le stesse fonti contattate dall’ANSA – la Golf era stata anche ‘flashata’ dall’Autovelox della A2, sia all’andata sia al ritorno.
Anche nel caso di Charlie Hebdo, clamoroso fu il flop della sicurezza, che una settimana prima della strage aveva fermato Amedy Coulibaly – ritenuto il killer di una poliziotta e di 4 persone all’ipermercato kosher – per un controllo. Anche in quel caso il sospetto era a bordo di una Seat. Schedato dall’antiterrorismo, venne lasciato inspiegabilmente ripartire.
E noi sottolineiamo INSPIEGABILMENTE.