Supporta, compra un abbonamento e accedi all'intero archivio.
spazio.jpg (663 byte)

La belva di via San Gregorio

L'omicidio della contessa Bellentani

Il caso Montesi

La decapitata di Castelgandolfo

Il delitto Martirano

Il delitto dell'uomo in blu

Il delitto dell'uomo in blu

La tragedia del Vajont

Perché uccidere Milena Sutter?

Il mostro di Marsala

Gli amanti diabolici di Torino

L'affare Bebawi

Il mostro di Firenze

Il mostro di Foligno

Il caso Lavorini

NOBILTA' E GELOSIA: LA STRAGE DEL MARCHESE CASATI

Il delitto della Cattolica

L'ASSASSINIO DI PASOLINI

Il massacro del Circeo

Il massacro dei Graneris

Il caso Carlotto

I delitti di Ludwig

Chi ha ucciso Fausto e Iaio

Il caso Tortora

L'omicidio Mazza

Il delitto Iacopi

Il delitto di Via Poma

La tragedia del MOBY PRINCE

Il delitto dell'Olgiata

L'omicidio Cinzia Bruno

Il caso Marta Russo

Donato Bilancia

L'aereo killer del Cermis

Il duplice omicidio di Novi Ligure

Il delitto di Cogne

Il canaro della Magliana

Lo strano suicidio di Luigi Tenco

Il delitto del catamarano

Maurizio Mighella

Nada Cella

Eleonora Scroppo

Bestie di Satana

Michele Profeta

I delitti di Alleghe

l'imbalsamatore

Il delitto di San Patrignano

2001: IL DELITTO DI ARCE: L'OMICIDIO DI SERENA MOLLICONE

IL DELITTO DI BALSORANO

L'OMICIDIO DI VEROLI

IL DELITTO DEL DAMS

PIETRO MASO E IL MASSACRO DEI SUOI GENITORI

LUCIANO LUBERTI: IL BOIA DI ALBENGA e l'assassinio di Carla Gruber

MILENA, LA DONNA CHE UCCIDEVA GLI UOMINI VIOLENTI

IL CASO DI SALVATORE GALLO: un omicidio senza cadavere

DUE GIORNALISTI INGHIOTTITI DAL BUCO NERO DELLA POLITICA ESTERA (SEGRETA) ITALIANA

La scomparsa di Davide Cervia

speronamento kater i rades

PEDOFILIA: il caso di Rignano Flaminia

TORNA ALL'INDICE

TORNA ALLA PRIMA PAGINA

linea.gif (56 byte)


MILENA, LA DONNA CHE UCCIDEVA GLI UOMINI VIOLENTI

milena quaglini
Milena Quaglini

La tragica storia di Milena Quaglini è una storia a ritroso nel tempo. Comincia proprio là dove sembrerebbe dover finire.

E' il 2 agosto 1998 quando, a Broni (Pavia), un popoloso comune dell'Oltrepò pavese, dopo l'ennesimo litigio, Milena, 41 anni, colpisce il marito alla testa poi, approfittando della sua incoscienza, gli lega mani e piedi e lo strangola. Quindi nasconde il cadavere sul balcone di casa, senza che le sue due bimbe, cinque e otto anni, si accorgano di nulla, e alla fine chiama i carabinieri e confessa il delitto.

Lui, il marito, è Marco Fogli, 52, operaio. Entrambi sono attivisti della Lega Nord.

Da tempo Milena soffriva di crisi depressive.

Una storia che, come dicevamo, sembra dover finire così. Ma siamo solo agli inizi.

Poco più di un anno dopo, condannata a 14 anni di reclusione, Milena Quaglini viene

interrogata nel carcere di Vigevano per un'altra vicenda:  la morte di Angelo Porrello, un tornitore di 53 anni che abitava a Bascapé, sempre nel pavese.

Il corpo dell'uomo, che aveva trascorso sei anni in carcere per molestie sui minori, era stato ritrovato in una concimaia dalla moglie separata, una settimana prima, il 24 ottobre 1999. La sua scomparsa era stata  denunciata intorno al 10 ottobre.

Prima di quella data, la Quaglini era agli arresti domiciliari, ma, il 6 ottobre, era

nuovamente finita in carcere per non averli rispettati.

Al centro dell'interrogatorio i rapporti esistenti tra i due, dal momento che Milena ha

raccontato al suo avvocato di avere conosciuto il tornitore perché aveva risposto ad

un'inserzione su un periodico di annunci.

Porrello, infatti, offriva in affitto una stanza con bagno e cucina all'interno della sua villetta di Bascapé. Un’offerta che la Quaglini aveva accettato.

Dai fascicoli emerge anche che Milena era stata coinvolta nell'inchiesta su un altro delitto ancora, avvenuto nel 1995 a Este (Padova), dove venne trovato morto Giusto Dalla Pozza, di 83 anni. All'epoca la Quaglini era la domestica della vittima, che venne trovata sul pavimento della sua villa in un lago di sangue.

La porta della casa non era stata forzata. Da quel delitto, dopo lunghe indagini, la donna era stata però scagionata.

Il 23 novembre 1999, Milena Quaglini confessa di aver ucciso anche Angelo Porrello. Spiega agli inquirenti di aver commesso il delitto dopo che l'uomo l'aveva stuprata. Prima aveva tentato di ucciderlo, sciogliendo quattro pastiglie di veleno nel caffè. Successivamente l'aveva spogliato e infilato nudo nella vasca da bagno.

Porrello non era ancora morto quando la donna l'aveva trascinato nella concimaia. Qui il corpo è rimasto per due settimane prima di essere trovato.

Trascorrono solo pochi giorni e il 29 novembre 1999 Milena Quaglini ammette con

il suo legale di aver ucciso anche Giustino Dalla Pozza, colpendolo alla testa con una

lampada da tavolo durante una colluttazione. La lite, secondo il suo racconto, sarebbe

scoppiata a causa di una richiesta di prestazioni sessuali avanzate dall'uomo in cambio di un prestito di quattro milioni che aveva fatto alcuni giorni prima alla donna.

L’11 aprile del 2000 sulla donna viene disposta una perizia psichiatrica. Secondo il suo legale, l’avv. Licia Sardo, quello di Milena è “un caso classico: ha ucciso più o meno con le stesse modalità tre uomini che l'hanno costretta a rapporti sessuali non consenzienti. Rifiuta però l'idea di aver commesso i tre omicidi: li attribuisce ad un'altra donna perché parla dise stessa in terza  persona e dice: ‘Milena ha fatto’ o ‘Milena ha detto’”.

La perizia effettuata dal prof. Maurizio Marasco, ma che riguarda solo l’omicidio Porrello, nonostante altri esami che la consideravano parzialmente incapace a causa dell’abuso di alcolici, stabilisce la capacità di Milena di intendere e di volere.

Per i due altri omicidi, intanto, Milena aveva già subito due condanne, ma i giudici le avevano riconosciuto in Appello, nel caso  dell’omicidio del marito, la seminfermità mentale (6 anni e otto mesi) e, in quello dell’anziano Dalla Pozza, in primo grado, solo un eccesso di legittima difesa (20 mesi).

Ma ormai la storia di Milena Quaglini, la donna che odiava gli uomini che cercavano di sopraffarla, volge al termine. Il 26 ottobre 2001 Milena si toglie la vita, impiccandosi nella sua cella nel carcere di Vigevano.

Durante i mesi trascorsi in carcere la donna era rimasta in contatto con il suo legale.

Per tentare di vincere la depressione e la solitudine era tornata a dedicarsi alla pittura, una passione che coltivava fin da bambina. Non ce l’ha fatta.

 

 

LA DINAMICA DEGLI OMICIDI

L’ANALISI PSICOLOGICA E PSICHIATRICA

MILENA QUAGLINI, LA VENDICATRICE

INTERVISTA ALLO PISCOLOGO RUBEN DE LUCA

 

 

 

barra1.gif (892 byte)

MISTERI D'ITALIA s.r.l.

Copyright: Misteri d’Italia 2000 - 2017 (riproduzione riservata)
Contatti con la Redazione: posta.misteri@yahoo.it
Webs: ghl://

Misteri d'Italia è un archivio storico-giornalistico che raccoglie documenti e materiali di cui è accertata la provenienza e di cui viene sempre citata la fonte. I documenti e i materiali raccolti in questo sito non rappresentano, comunque, il parere dei curatori dello stesso.

Per quanto concerne le immagini e i video, la redazione si è curata di ottenere dai titolari del copyright l'autorizzazione alla messa on line. Nel caso in cui ciò non sia stato possibile, l'editore rende noto di essere comunque a disposizione degli aventi diritto per regolare evantuali spettanze.

Misteri d'Italia srl - Sede Legale: via dei Coronari 226, 00186 Roma - Cap. soc. Euro 10.320,00 - Iscrizione CCIAA n. 1035507 - Codice fiscale e P.IVA 07472241004

 Segnala un problema