Supporta, compra un abbonamento e accedi all'intero archivio.
spazio.jpg (663 byte)

La belva di via San Gregorio

L'omicidio della contessa Bellentani

Il caso Montesi

La decapitata di Castelgandolfo

Il delitto Martirano

Il delitto dell'uomo in blu

Il delitto dell'uomo in blu

La tragedia del Vajont

Perché uccidere Milena Sutter?

Il mostro di Marsala

Gli amanti diabolici di Torino

L'affare Bebawi

Il mostro di Firenze

Il mostro di Foligno

Il caso Lavorini

NOBILTA' E GELOSIA: LA STRAGE DEL MARCHESE CASATI

Il delitto della Cattolica

L'ASSASSINIO DI PASOLINI

Il massacro del Circeo

Il massacro dei Graneris

Il caso Carlotto

I delitti di Ludwig

Chi ha ucciso Fausto e Iaio

Il caso Tortora

L'omicidio Mazza

Il delitto Iacopi

Il delitto di Via Poma

La tragedia del MOBY PRINCE

Il delitto dell'Olgiata

L'omicidio Cinzia Bruno

Il caso Marta Russo

Donato Bilancia

L'aereo killer del Cermis

Il duplice omicidio di Novi Ligure

Il delitto di Cogne

Il canaro della Magliana

Lo strano suicidio di Luigi Tenco

Il delitto del catamarano

Maurizio Mighella

Nada Cella

Eleonora Scroppo

Bestie di Satana

Michele Profeta

I delitti di Alleghe

l'imbalsamatore

Il delitto di San Patrignano

2001: IL DELITTO DI ARCE: L'OMICIDIO DI SERENA MOLLICONE

IL DELITTO DI BALSORANO

L'OMICIDIO DI VEROLI

IL DELITTO DEL DAMS

PIETRO MASO E IL MASSACRO DEI SUOI GENITORI

LUCIANO LUBERTI: IL BOIA DI ALBENGA e l'assassinio di Carla Gruber

MILENA, LA DONNA CHE UCCIDEVA GLI UOMINI VIOLENTI

IL CASO DI SALVATORE GALLO: un omicidio senza cadavere

DUE GIORNALISTI INGHIOTTITI DAL BUCO NERO DELLA POLITICA ESTERA (SEGRETA) ITALIANA

La scomparsa di Davide Cervia

speronamento kater i rades

PEDOFILIA: il caso di Rignano Flaminia

TORNA ALL'INDICE

TORNA ALLA PRIMA PAGINA

linea.gif (56 byte)





  

E’ la storia di un mistero durato 20 anni. La storia di un delitto attorno al quale si sono fatte le ipotesi più suggestive e disparate. Risoltosi grazie ad una prova scientifica.

E’ il 10 luglio 1991. La giornata è appena cominciata quando, nella sua camera da letto, in una villa dell’Olgiata - una zona esclusiva a nord di Roma - viene trovato senza vita, il volto coperto da un lenzuolo, il corpo di Alberica Filo della Torre, nobildonna, sposata ad un costruttore della capitale, Pietro Mattei. La contessa è stata strangolata, ma prima è stata tramortita con un corpo contundente, si ipotizzerà fin da subito uno zoccolo. Dalla stanza manca solo qualche gioiello, ma il grosso dei preziosi non è stato neppure cercato dall’assassino.

Sulle ipotesi gli inquirenti si dividono: la polizia si concentra inizialmente sul movente più ovvio, il delitto passionale: la contessa avrebbe ricevuto nella sua camera un uomo, un misterioso amante, sarebbe scoppiata una lite e un tremendo colpo alla testa avrebbe ucciso Alberica. Il colpo inferto al capo ed il successivo strangolamento sono infatti compatibili con un raptus omicida. Per i carabinieri, invece, l'assassino doveva essere qualcuno che la vittima conosceva e di cui si fidava, qualcuno in grado di entrare nella villa e muoversi pressoché indisturbato. Saranno questi ultimi, 20 anni dopo, ad avere ragione. Ma al momento qualcosa non torna. La villa dell’Olgiata, a quell’ora del mattino - tra le 8.45 e le 9.10 - era piena di gente: due domestici, i due piccoli figli della contessa, una baby sitter, quattro operai al lavoro, anche perché fervevano i preparativi di una festa che si sarebbe svolta la sera stessa.

Col marito della vittima che si trovava già in ufficio durante il delitto, i primi sospetti si incentrano su Roberto Jacono, figlio dell’insegnate di inglese dei bambini di casa Mattei, un giovane con alcuni problemi psichici che viene inquisito per alcune macchie di sangue rinvenute sui suoi pantaloni: sarà l'esame del Dna a scagionarlo. Dopo Jacono i sospetti si spostano su di un cameriere filippino licenziato poco tempo prima, Manuel Winston. Ma anche lui - oggi possiamo dire incredibilmente - viene scagionato con la prova del Dna. Winston è lo stesso che a 20 anni di distanza verrà fermato il 30 marzo 2011 e che, due giorni dopo confesserà l’omicidio della contessa. Ad incastrarlo, questa volta, un esame più sofisticato del suo Dna trovato sul lenzuolo con il quale l’assassino aveva coperto il volto della vittima. Resta il movente del delitto, stando alla confessione di Manuel Winston, quanto mai futile: Manuel, allora 21/enne, da poco in Italia, era stato licenziato dalla contessa perché beveva troppo e continuava a chiedere anticipi sullo stipendio senza mai restituirli. Quella mattina - ha raccontato – passando dal garage senza farsi vedere era entrato nella stanza della contessa per un chiarimento. Uccise in preda ad un raptus. “La colpii con uno zoccolo - ha detto ai magistrati - Poi non ricordo più nulla”. Ma molti particolari ancora non tornano.

 

20 ANNI DI ERRORI DELLA PROCURA DI ROMA
Piste suggestive ma tutte sbagliate

 

barra1.gif (892 byte)

MISTERI D'ITALIA s.r.l.

Copyright: Misteri d’Italia 2000 - 2017 (riproduzione riservata)
Contatti con la Redazione: posta.misteri@yahoo.it
Webs: ghl://

Misteri d'Italia è un archivio storico-giornalistico che raccoglie documenti e materiali di cui è accertata la provenienza e di cui viene sempre citata la fonte. I documenti e i materiali raccolti in questo sito non rappresentano, comunque, il parere dei curatori dello stesso.

Per quanto concerne le immagini e i video, la redazione si è curata di ottenere dai titolari del copyright l'autorizzazione alla messa on line. Nel caso in cui ciò non sia stato possibile, l'editore rende noto di essere comunque a disposizione degli aventi diritto per regolare evantuali spettanze.

Misteri d'Italia srl - Sede Legale: via dei Coronari 226, 00186 Roma - Cap. soc. Euro 10.320,00 - Iscrizione CCIAA n. 1035507 - Codice fiscale e P.IVA 07472241004

 Segnala un problema