Supporta, compra un abbonamento e accedi all'intero archivio.
spazio.jpg (663 byte)

La belva di via San Gregorio

L'omicidio della contessa Bellentani

Il caso Montesi

La decapitata di Castelgandolfo

Il delitto Martirano

Il delitto dell'uomo in blu

Il delitto dell'uomo in blu

La tragedia del Vajont

Perché uccidere Milena Sutter?

Il mostro di Marsala

Gli amanti diabolici di Torino

L'affare Bebawi

Il mostro di Firenze

Il mostro di Foligno

Il caso Lavorini

NOBILTA' E GELOSIA: LA STRAGE DEL MARCHESE CASATI

Il delitto della Cattolica

L'ASSASSINIO DI PASOLINI

Il massacro del Circeo

Il massacro dei Graneris

Il caso Carlotto

I delitti di Ludwig

Chi ha ucciso Fausto e Iaio

Il caso Tortora

L'omicidio Mazza

Il delitto Iacopi

Il delitto di Via Poma

La tragedia del MOBY PRINCE

Il delitto dell'Olgiata

L'omicidio Cinzia Bruno

Il caso Marta Russo

Donato Bilancia

L'aereo killer del Cermis

Il duplice omicidio di Novi Ligure

Il delitto di Cogne

Il canaro della Magliana

Lo strano suicidio di Luigi Tenco

Il delitto del catamarano

Maurizio Mighella

Nada Cella

Eleonora Scroppo

Bestie di Satana

Michele Profeta

I delitti di Alleghe

l'imbalsamatore

Il delitto di San Patrignano

2001: IL DELITTO DI ARCE: L'OMICIDIO DI SERENA MOLLICONE

IL DELITTO DI BALSORANO

L'OMICIDIO DI VEROLI

IL DELITTO DEL DAMS

PIETRO MASO E IL MASSACRO DEI SUOI GENITORI

LUCIANO LUBERTI: IL BOIA DI ALBENGA e l'assassinio di Carla Gruber

MILENA, LA DONNA CHE UCCIDEVA GLI UOMINI VIOLENTI

IL CASO DI SALVATORE GALLO: un omicidio senza cadavere

DUE GIORNALISTI INGHIOTTITI DAL BUCO NERO DELLA POLITICA ESTERA (SEGRETA) ITALIANA

La scomparsa di Davide Cervia

speronamento kater i rades

PEDOFILIA: il caso di Rignano Flaminia

TORNA ALL'INDICE

TORNA ALLA PRIMA PAGINA





La vicenda che ha come protagonisti Maria Luigia Redoli e Carlo Cappelletti comincia la notte tra il 16 ed il 17 luglio 1989 quando nel garage della sua villetta a Forte dei marmi viene trovato assassinato con 17 coltellate Luciano Iacopi, un ricco mediatore immobiliare, marito della donna. A scoprire il cadavere, riverso in una pozza di sangue, è la stessa moglie dell'anziano agente immobiliare (aveva 69 anni) al ritorno da una serata in discoteca trascorsa con il giovane amante, Carlo Cappelletti, ex carabiniere a cavallo e i figli di lei, Tamara e Dario.
I sospetti degli investigatori, coordinati dal PM
Domenico Manzione, si indirizzano subito verso la donna (che la stampa chiamerà la Circe della Versilia), una donna di 50 anni, vistosa e di una bellezza aggressiva, bionda platinata, gli occhi perennemente coperti da occhiali scuri, appassionata di magia, e verso il suo amante ventiquattrenne, dal fisico imponente. In un primo momento le accuse cadono anche su Tamara, una ''copia'' quasi perfetta della madre, con gli stessi capelli platinati, gli stessi occhiali neri, lo stesso modo di vestire e perfino di camminare.
Il movente? Per
lei - secondo l'accusa – "il patrimonio dello Iacopi"; per lui la possibilità di "dare una svolta alla propria vita", tanto da abbandonare l'Arma; per Tamara l'identificazione con la madre e l'odio verso il padre, le cui fotografie aveva trafitto con alcuni spilloni in una sorta di ''fattura''. Eppure Luciano Iacopi aveva molti nemici, anche al di fuori dell’ambito familiare, specie tra le persone a cui prestava soldi con interessi non proprio legali.
Ma sono i maghi e le fatture unod egli elementi centrali nel
giallo della Versilia. Sulla base di alcune intercettazioni telefoniche, effettuate subito dopo il delitto, l'accusa sostiene che la Redoli aveva contattato due maghi per ottenere una fattura mortale contro il marito. Ad uno di questi, visto che la magia nera non sortiva gli effetti sperati, la donna consegnò 15 milioni di lire come acconto per cercare un killer. Denaro di cui la Redoli, in seguito, aveva chiesto la restituzione perché "avrebbe provveduto lei". L'elemento d’accusa decisivo, secondo Manzione, sta però nella porta che divide l'abitazione, dove Iacopi era appena rientrato e si era spogliato, ed il garage, dove è stato ucciso, trovata chiusa a chiave dagli inquirenti. L'unica persona che avrebbe potuto chiudere quella porta – a parere del magistrato - era la donna che aveva la chiave. Un errore fatale.
Con questi elementi
Manzione cercherà di dimostrare le sue accuse davanti ai giudici della Corte d'assise di Lucca. Con fasi alterne, fino alla condanna definitiva del settembre 1991: ergastolo per gli amanti versiliesi.
Sia
Maria Luigia Redoli, sia Carlo Cappelletti hanno sempre protestato la loro innocenza.


LA VICENDA GIUDIZIARIA
Prima assolti, poi condannati


UNA CATTURA PIUTTOSTO TURBOLENTA

DUE AMANTI DIABOLICI IN VERSILIA


TRADITI DA UN COLTELLO MAI TROVATO

"ERA INFELICE, POTEVA UCCIDERE"
parla un amante di Maria Luigia


2002: IL CALVARIO CONTINUA
la Circe trasferita d’urgenza in un supercarcere

 
Scarica Acrobat Reader per visionare i download

barra1.gif (892 byte)

MISTERI D'ITALIA s.r.l.

Copyright: Misteri d’Italia 2000 - 2017 (riproduzione riservata)
Contatti con la Redazione: posta.misteri@yahoo.it
Webs: ghl://

Misteri d'Italia è un archivio storico-giornalistico che raccoglie documenti e materiali di cui è accertata la provenienza e di cui viene sempre citata la fonte. I documenti e i materiali raccolti in questo sito non rappresentano, comunque, il parere dei curatori dello stesso.

Per quanto concerne le immagini e i video, la redazione si è curata di ottenere dai titolari del copyright l'autorizzazione alla messa on line. Nel caso in cui ciò non sia stato possibile, l'editore rende noto di essere comunque a disposizione degli aventi diritto per regolare evantuali spettanze.

Misteri d'Italia srl - Sede Legale: via dei Coronari 226, 00186 Roma - Cap. soc. Euro 10.320,00 - Iscrizione CCIAA n. 1035507 - Codice fiscale e P.IVA 07472241004

 Segnala un problema