Supporta, compra un abbonamento e accedi all'intero archivio.
spazio.jpg (663 byte)

La belva di via San Gregorio

L'omicidio della contessa Bellentani

Il caso Montesi

La decapitata di Castelgandolfo

Il delitto Martirano

Il delitto dell'uomo in blu

Il delitto dell'uomo in blu

La tragedia del Vajont

Perché uccidere Milena Sutter?

Il mostro di Marsala

Gli amanti diabolici di Torino

L'affare Bebawi

Il mostro di Firenze

Il mostro di Foligno

Il caso Lavorini

NOBILTA' E GELOSIA: LA STRAGE DEL MARCHESE CASATI

Il delitto della Cattolica

L'ASSASSINIO DI PASOLINI

Il massacro del Circeo

Il massacro dei Graneris

Il caso Carlotto

I delitti di Ludwig

Chi ha ucciso Fausto e Iaio

Il caso Tortora

L'omicidio Mazza

Il delitto Iacopi

Il delitto di Via Poma

La tragedia del MOBY PRINCE

Il delitto dell'Olgiata

L'omicidio Cinzia Bruno

Il caso Marta Russo

Donato Bilancia

L'aereo killer del Cermis

Il duplice omicidio di Novi Ligure

Il delitto di Cogne

Il canaro della Magliana

Lo strano suicidio di Luigi Tenco

Il delitto del catamarano

Maurizio Mighella

Nada Cella

Eleonora Scroppo

Bestie di Satana

Michele Profeta

I delitti di Alleghe

l'imbalsamatore

Il delitto di San Patrignano

2001: IL DELITTO DI ARCE: L'OMICIDIO DI SERENA MOLLICONE

IL DELITTO DI BALSORANO

L'OMICIDIO DI VEROLI

IL DELITTO DEL DAMS

PIETRO MASO E IL MASSACRO DEI SUOI GENITORI

LUCIANO LUBERTI: IL BOIA DI ALBENGA e l'assassinio di Carla Gruber

MILENA, LA DONNA CHE UCCIDEVA GLI UOMINI VIOLENTI

IL CASO DI SALVATORE GALLO: un omicidio senza cadavere

DUE GIORNALISTI INGHIOTTITI DAL BUCO NERO DELLA POLITICA ESTERA (SEGRETA) ITALIANA

La scomparsa di Davide Cervia

speronamento kater i rades

PEDOFILIA: il caso di Rignano Flaminia

TORNA ALL'INDICE

TORNA ALLA PRIMA PAGINA

linea.gif (56 byte)


IL DELITTO DEL DAMS, chi ha ucciso Francesca Alinovi?

Francesca Alinovi
Francesca Alinovi

Francesco Ciancabilla
Francesco Ciancabilla

Nei fatti, per la giustizia, un delitto risolto, una caso chiuso con un colpevole in galera o, più correttamente, in semilibertà, almeno fino al 2007. Ma pur sempre un delitto con molti angoli oscuri e un processo senza prove, tutto indiziario. Quindi, almeno in ipotesi, un altro delitto insoluto.

La stampa lo definì subito il “delitto del DAMS”. Vittima: Francesca Alinovi, bella - come può esserlo nel suo mostrarsi una sorta di dark lady - e maledetta, come spesso lo sono le personalità dirompenti: critica d’arte di livello internazionale, intellettuale stravagante che a 35 anni vuole ancora avere un look da sedicenne, assistente di Estetica al DAMS di Bologna, la facoltà universitaria (tra i massimi docenti Umberto Eco e Renato Barilli) che, almeno sulla carta, dovrebbe sfornare gli artisti del futuro: critici, attori, pittori. 

Il corpo di Francesca Alinovi, viene trovato alle sette di sera di una caldissima giornata di giugno, il 15 giugno 1983 per l’esattezza, in un appartamento al secondo piano di via del Riccio, più che una via un vicolo del centro storico di Bologna.

Da almeno tre giorni il cadavere della Alinovi giace riverso su un fianco sulla moquette che copre il pavimento del salotto, il volto coperto da due cuscini. 47 pugnalate lo hanno trafitto, 47 piccole pugnalate profonde non più di un centimetro. La vittima - vestita di tutto punto, con indosso addirittura un giubbetto, nonostante sia estate - è stata colpita, praticamente, su tutto il lato destro del corpo. Nessuno di quei colpi è stato mortale, nessuno tranne uno, quello inferto alla gola che ha tranciato di netto l’arteria giugulare: Francesca Alinovi è stata soffocata dal suo stesso sangue, almeno dieci minuti di straziante agonia.

I sospetti cadono subito - ed in maniera assurdamente univoca - sull’uomo che da anni vive con lei: Francesco Ciancabilla, un giovane pittore pescarese - ha 12 anni meno della Alinovi - ed è uno studente della vittima. Il loro è un menage strano, senza rapporti sessuali, basato su di un’affettività contorta, come la personalità dello stesso Ciancabilla, aggressiva e al tempo stesso debole con in più - soprattutto per il giovane, ma anche per la Alinovi - qualche problema di tossicodipendenza.

Ciancabilla ammette di essere rimasto con Francesca fino alle 19.30 di domenica 12, poi è uscito da quella casa per andare alla stazione, dove aveva appuntamento con un’amica, e partire con lei in treno alla volta di Pescara. Quell’ora, le 19.30, diventano per Ciancabilla quasi una condanna perché - secondo il medico legale - la Alinovi sarebbe stata uccisa tra le 17 e le 24, un arco di tempo troppo ampio, ma tanto basta.

Nel tentativo di stabilire un momento più preciso della morte di Francesca si “interroga” il suo rolex. E’ un orologio che si carica con il movimento del braccio, un orologio fermo alle 5.12 del 14 giugno (ma di mattina o di pomeriggio?). Con un calcolo complesso, i periti stabiliscono che quel rolex non ha più subito movimenti di carica dalle 18.12 del 12 giugno, sarebbe quella l’ora del delitto, cioè quando Ciancabilla era ancora in casa. Poco conta che quell’orologio sia stato periziato dopo essere stato riconsegnato alla familia e, quindi, rimesso in movimento.

Arrestato e processato in primo grado, Ciancabilla, il 31 gennaio 1985, viene assolto per insufficienza di prove. Quasi due anni dopo, il 3 dicembre 1986, sentenza ribaltata: 15 anni per omicidio volontario più altri tre di casa di cura e custodia (gli ex manicomi).

Ma intanto Ciancabilla è fuggito. Verrà arrestato in Spagna nel 1997, quando già da nove anni la Cassazione ha messo la parola fine al “delitto del DAMS”: 12 anni la condanna definitiva di Ciancabilla per omicidio non più volontario, ma preterintenzionale.

E gli altri indizi che scagionerebbero Ciancabilla? Quell’interruttore della luce sporco di sangue quando alle 19.30 nel mese di giugno c’è ancora luce esterna? Forse l’assassino ha spento la luce, e quindi è uscito, dopo che Ciancabilla aveva già abbandonato la casa di via del Riccio?

Di certo l’assassino si è sporcato i pantaloni del sangue di Francesca, ma Ciancabilla - secondo diversi testimoni - non aveva su di sé macchie di sangue. E allora, forse c’è un assassino in libertà?

Resta un fatto: tra il 30 dicembre 1982 e il 3 dicembre 1983 a Bologna vengono assassinate quattro persone tutte legate al DAMS. Tra loro anche Francesca Alinovi. Gi altri delitti sono a tutt’oggi insoluti. Solo una coincidenza?

 

 

 

UN AMORE TORMENTATO
dal diario di Francesca Alinovi

IL COPIONE DI BLU NOTTE
di Carlo Lucarelli

INCHIESTE E CONTROINCHIESTE

GLI ALTRI DELITTI DEL DAMS

 

barra1.gif (892 byte)

MISTERI D'ITALIA s.r.l.

Copyright: Misteri d’Italia 2000 - 2017 (riproduzione riservata)
Contatti con la Redazione: posta.misteri@yahoo.it
Webs: ghl://

Misteri d'Italia è un archivio storico-giornalistico che raccoglie documenti e materiali di cui è accertata la provenienza e di cui viene sempre citata la fonte. I documenti e i materiali raccolti in questo sito non rappresentano, comunque, il parere dei curatori dello stesso.

Per quanto concerne le immagini e i video, la redazione si è curata di ottenere dai titolari del copyright l'autorizzazione alla messa on line. Nel caso in cui ciò non sia stato possibile, l'editore rende noto di essere comunque a disposizione degli aventi diritto per regolare evantuali spettanze.

Misteri d'Italia srl - Sede Legale: via dei Coronari 226, 00186 Roma - Cap. soc. Euro 10.320,00 - Iscrizione CCIAA n. 1035507 - Codice fiscale e P.IVA 07472241004

 Segnala un problema