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Donatella Colasanti, la ragazza di 17 anni sopravvissuta al massacro del Circeo
(Foto di Antonio Monteforte)

Il massacro del Circeo, per l'atrocità delle sevizie inferte a Donatella Colasanti e Rosaria Lopez, che ne morì, è destinato a restare una delle pagine criminali più allucinanti del dopoguerra.

Oltre mille pagine di istruttoria furono scritte per ricostruire nei dettagli questo delitto avvenuto il primo ottobre del 1975.

Dopo 36 ore di torture morali, fisiche e sessuali, tre giovani Gianni Guido, Angelo Izzo e Andrea Ghira, tutti gravitanti negli ambienti neofascisti della capitale, uccidono Rosaria Lopez, 19 anni, che assieme alla sua coetanea, Donatella Colasanti, 17, li aveva seguiti nella villa al Circeo di Ghira, convinte di andare ad una festa.

Dopo una notte e un giorno di bestiale violenza, i tre - pensando che le due ragazze siano morte - le avvolgono in sacchi di plastica, le caricano nel bagagliaio della 127 di Guido e fanno ritorno a Roma. Prima di sbarazzarsi dei corpi delle due ragazze, parcheggiano tranquillamente l'auto sotto l'abitazione dello stesso Guido e si allontanano.

Ma Donatella Colasanti, tramortita e ferita, è ancora viva, e accortasi che l'auto è stata abbandonata, comincia a gemere, richiamando così l'attenzione di un vigile notturno che apre il bagagliaio dell'auto e la salva.

Gianni Guido viene subito arrestato, in apparente stato di confusione mentale. Angelo Izzo poco dopo, Andrea Ghira riesce invece a fuggire. Non sarà mai catturato.

Il processo si svolge nel luglio del 1976 e i giudici non concedono alcuna attenuante ai tre imputati, che vengono condannati in prima istanza al carcere a vita per omicidio pluriaggravato.

Nel gennaio del 1977 Gianni Guido e Angelo Izzo cercano di evadere dal carcere di Latina, dove erano detenuti, prendendo in ostaggio una guardia carceraria. Il tentativo fallisce.

Al processo d'appello, il 28 ottobre 1980, i familiari della giovane uccisa, accettano il risarcimento offerto dalla famiglia Guido e questo - assieme al presunto pentimento dell'omicida - induce la Corte a ridurgli la pena a 30 anni di reclusione. Successivamente Guido viene trasferito nel carcere di San Gimignano dove, grazie ad una condotta modello, riesce a godere di un trattamento tanto privilegiato da avere accesso alla portineria del penitenziario da dove fugge, senza particolari difficoltà, il 25 gennaio 1981.

Il 28 gennaio 1983 Guido viene arrestato a Buenos Aires: sotto falso nome, vendeva automobili. Ricoverato in ospedale, in attesa di estradizione, perché feritosi durante un tentativo di evasione, il 15 aprile 1985, Guido riesce nuovamente a fuggire. Sarà nuovamente intercettato nel giugno 1994 a Panama e trasferito in Italia.

Tentativi di evasione hanno caratterizzato anche la vita carceraria di Angelo Izzo, nel frattempo divenuto una sorta di “pentito” buono per tutte le stagioni (dall’eversione di destra fino alla mafia), tenuto in gran conto dai magistrati che indagano sulla strage di Bologna, convinti di avere a che fare con un neofascista “pentito”, mentre Izzo è solo un “orecchiante” con molta fantasia. Riesce ad evadere dal carcere di Alessandria il 25 agosto 1994 per essere poi arrestato in Francia il 15 settembre successivo. Torna tra le sbarre, ma nel novembre 2004, mentre è detenuto nel carcere di Campobasso, inopinatamente, ottiene il permesso di uscire di giorno per lavorare in una comunità. Il 30 aprile 2005 però viene di nuovo arrestato in una villetta di campagna alle porte di Campobasso, in contrada Colle Sant'Angelo, dove ha ucciso la moglie e la figlia di Giovanni Maiorano, un leccese di 49 anni, condannato all'ergastolo per un omicidio, “collaboratore di giustizia”.

Il 12 gennaio 2007, in primo grado, Angelo Izzo viene condannato ad un altro ergastolo, pena confermata in Appello e Cassazione (2008).

Nel frattempo il 4 gennaio 2006 è morta per un tumore Donatella Colasanti, la ragazza superstite del massacro del Circeo, mentre l’anno dopo Gianni Guido ha ottenuto la semilibertà. Nel 2009 verrà scarcerato per fine pena.

Di Andrea Ghira, invece, non si avranno notizie fino all’ottobre del 2005: arruolatosi nella Legione straniera, sarebbe morto per overdose nel 1994 e seppellito nel cimitero spagnolo di Melilla.

BOTTE, SEVIZIE E STUPRI NELLA VILLA DEL MASSACRO

IL VOLTO DEGLI ASSASSINI

IL SECONDO (DUPLICE) DELITTO DI ANGELO IZZO

PERSONAGGI E INTERPRETI

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