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BESTIE DI SATANA? NO! SOLO UN MUCCHIO ASSASSINO

Andrea Volpe
Il presunto satanista Andrea Volpe,
capo delle presunte "Bestie di Satana"

Ancora una volta, è proprio il caso di dirlo, la stampa ci ha ricamato sopra. O meglio non ha saputo resistere al sensazionalismo ed ha trasformato una banda di drogati, deboli di mente e disadattati in una improbabile setta adepta al culto del satanismo.

Delirante anche il nome scelto per indicare gli assassini: Bestie di Satana. Pura invenzione giornalistica. Del peggior giornalismo.

Come ha spiegato il GUP di Busto Arsizio, Maria Greca Zoncu, nelle motivazioni della sentenza del primo processo cui sono stati sottoposti i personaggi più spregevoli di questa spregevole catena di omicidi, le Bestie di Statana non erano un’associazone per delinquere ispirata al satanismo, ma solo un’aggregazione di “personalità deboli, immature, ineducate, sostanzialmente svantaggiate che hanno costruito un maldestro edificio nel quale albergare la loro assoluta povertà morale”.

La storia di questo mucchio selvaggio di provincia comincia il 23 gennaio 2004 quando a Golasecca, piccolo centro del Varesotto, alle porte di Somma Lombardo, i carabinieri scoprono, in parte sepolto, all'interno di una serra accanto ad una cascina il corpo sfigurato di Mariangela Pezzotta, 27 anni, figlia di un esponente di spicco di Forza Italia.

Due giovani, Andrea Volpe, 27enne ex fidanzato della vittima, e la sua nuova compagna, Elisabetta Ballarin, 18 anni, vengono arrestati. Poco dopo finisce in manette anche Andrea Sapone, amico di Volpe.

Trascorrono quasi sei mesi, quando, indagando sulla scomparsa di altri due giovani, amici degli arrestati, i carabinieri trovano due corpi sepolti e orrendamente massacrati: sono quelli di Chiara Marino, 19 anni e Fabio Tollis, 16, entrambi scomparsi nel 1998.

Viene arrestato anche Pietro Guerrieri, un tossicomane di vecchia data, il cervello già cotto dalla cocaina nonostante la giovane età. Si scopre che proprio a lui, il 15 gennaio 1998, Andrea Volpe aveva dato l'ordine di andare nei boschi di Somma Lombardo a scavare una fossa profonda due metri: “non fare domande, vai e scava. La fossa servirà per raccogliere il sangue durante il sacrificio rituale che faremo la notte di plenilunio”. Riti diabolici? No! Solo una misera sceneggiata per giustificare la sua violenza ed il suo delirio, alimentato dalla droga.

Il fatto che il gruppetto ascoltasse musica black metal e assumesse atteggiamenti da anime perdute eccita la fantasia di quella stampa italiana che non riesce ad uscire da una dimensione di smaccato provincialismo. 

Le indagini si allargano. Si scopre che nella zona fra Somma Lombardo, Golasecca e Malpensa negli ultimi anni sono avvenute morti molto strane e c’è anche un suicidio che desta perplessità. L'inquietante denominatore comune è che i morti sono tutti giovani che conoscevano e frequentavano Andrea Volpe. Uno di loro, Andrea Ballarin, 20 anni, operaio, si è ucciso nel gennaio 2004 proprio nel bosco dove è stata trovata la fossa con i resti di Chiara e Fabio. C’è poi un altro giovane, Andrea Bontade, che nel '99, dopo una discussione con Volpe, si schiantò a bordo di un’auto a forte velocità.

In seguito verranno arrestati anche Paolo Leoni, 27 anni, noto come Ozzy, Eros Monterosso, 27 e Marco Zampollo, 26. In manette anche Massimino Magni, magazziniere, ventiquattrenne, ma ai tempi dei delitti minorenne, come era d’altronde Mario Maccione.

Scartando il reato di associazione a delinquere, l’unico che giustificherebbe la teoria del satanismo, due giudici hanno finora escluso che siano mai esistite le Bestie di Satana.

Scrive il Gup di Busto Arsizio, Maria Greca Zoncu, che nel febbraio del 2005 ha condannato, con rito abbreviato, Andrea Volpe e Pietro Guerrieri, rispettivamente a 30 e a 16 anni di carcere per gli omicidi di Chiara Marino e Fabio Tollis e Mariangela Pezzotta: “Non c'è una linea criminosa quale guida del loro agire: i riti di maledizione, l'abbigliamento, i simboli, i tatuaggi, i discorsi per quanto forti, per quanto di rottura non hanno una rilevanza criminale, non sono quel pactum sceleris che è richiesto dal codice penale. Gli atti criminosi, i reati commessi dal gruppo sono il più delle volte improvvisi nella loro genesi e privi di pianificazione e programmazione”. Anche nella loro decisione di uccidere viene a galla “la totale occasionalità ed estemporaneità”.

Per la vicenda si sono finora svolti tre distinti processi.

Nel primo, con rito abbreviato, a Busto Arsizio il 22 febbraio 2005 - come già detto -  sono stati condannati Andrea Volpe a 30 anni e Pietro Guerrieri a 16, assolto Mario Maccione che però davanti ai giudici dei minori di Milano, l’11 aprile 2005, si è visto affibbiare 19 anni di galera. In questo processo è stato assolto Massimiliano Magni.

Il terzo processo, cominciato il 21 giugno 2005, con alla sbarra gli altri imputati, si è concluso il 31 gennaio 2006: la pena più pesante (due ergastoli) viene inflitta a Nicola Sapone, riconosciuto colpevole del duplice omicidio dei due fidanzatini milanesi e di Mariangela Pezzotta.

Paolo Leoni e Marco Zampollo vengono condannati per il duplice omicidio a 26 anni, mentre Eros Monterosso a 24. Elisabetta Ballarin, l’ex fidanzata di Andrea Volpe, autore materiale dell’omicidio di Mariangela Pezzotta, viene condannata a 26 anni e 3 mesi.

 

INTERROGATORIO ANDREA VOLPE
Gip di Varese (27 gennaio 2004)

INTERROGATORIO ELISABETTA BALLARIN
Gip di Varese (27 gennaio e 5 marzo 2004)

INTERROGATORIO NICOLA SAPONE
Pm di Busto Arsizio (29 marzo 2004)

LE IMPUTAZIONI DELLA PROCURA DI BUSTO ARSIZIO
10 novembre 2004

 

 

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