Premio Morrone
Presentati a Roma i tre finalisti dell'edizione 2014

premio Di Rosa
8 MAGGIO 2014 A ROMA
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Grandi Opere
Terrorismo nel mondo MONDO IN FIAMME
  La bomba dell'estremismo islamico.
  Le  lotte cruente dei
  movimenti di  liberazione.
  Il terrorismo di Stato
LE STRAGI
 8 massacri.
 150 morti
 39 processi
 15 anni di misteri 
LE STRAGI
I FATTI DI GENOVA I FATTI DI GENOVA
 Il movimento antiglobal.
 La repressione.
 L’ordine pubblico.
 Qualcosa è cambiato.
L'ESTREMISMO DI DESTRA L'ESTREMISMO DI DESTRA
 Dal nostalgismo allo spontanei-
 smo armato. 50 anni di destra
 radicale. L'opposizione,
 l'anticomunismo.
LA STRATEGIA DELLA TENSIONE LA STRATEGIA DELLA TENSIONE
 Gli opposti estremismi.
 Gli uffici politici delle questure
 Le caserme dei carabinieri
 La notte più lunga della Repubblica.
IL '68
 Una stagione diversa.
 I sogni di una
 generazione.
 La logica dei partitini.
IL '68
IL TERRORISMO
 Il terrorismo in Italia
 Gli anni di piombo
 Le mille sigle
 del Partito Armato
IL TERRORISMO
IL GOLPE BORGHESE
 9 dicembre 1970:
 Il partito del Golpe
 sferra l'attacco.
 Carri armati a Roma?
IL GOLPE BORGHESE
I SERVIZI SEGRETI E GLADIO I SERVIZI SEGRETI E GLADIO
 Le mani sporche di sangue degli scherani
 del principe.
 Il segreto di Stato per uccidere.
 E per tacere.
IL DELITTO CALABRESI IL DELITTO CALABRESI
 Un commissario ucciso.
 Sullo sfondo una strage.
 17 anni di indagini.
 Il caso Sofri.
LA MAFIA
 Una Piovra o un'Idra?
 Cos'è la mafia?
 Cos'è l'antimafia?
 50 anni di delitti
LA MAFIA
LA LOGGIA P2
 La massoneria
 Gli affari
 Una loggia segreta
 Il potere
LA LOGGIA P2
IL CASO SINDONA
 L'Italia delle banche
 La mafia, il Vaticano.
 Il grande crack.
 La morte in un caffé.
IL CASO SINDONA
I segreti del Vaticano I SEGRETI DEL VATICANO
 La strana morte di Luciani
 L'attentato a Papa Woitila
 La scomparsa dell'Orlandi
 La strage delle guardie svizzere
IL CASO ALPI-HROVATIN IL CASO ALPI-HROVATIN
 Due giornalisti uccisi in Somalia.
 Dietro la loro morte l'ombra
 di traffici immondi. Tra missioni
 militari e servizi segreti
IL CASO CALVI
 Il crack del Banco
 Ambrosiano e la morte
 del banchiere di Dio.
 Mafia e non solo.
IL CASO CALVI
IL CASO MORO
 16 marzo 1978:
 5 morti. Un sequestro
 politico. 55 giorni
 di terrore.
IL CASO MORO
USTICA
 Un aereo nella notte.
 Un boato.
 81 morti.
 Il silenzio.
USTICA
IL DELITTO PECORELLI IL DELITTO PECORELLI
 Giornalista scomodo?
 Ricattatore?
 Vita e morte di un uomo
 a spasso con il potere.
I POLIZIOTTI DELLA "UNO BIANCA" I POLIZIOTTI DELLA "UNO BIANCA"
 Una strage strisciante, lunga più di
 7 anni. 23 morti. Una lunga scia di
 sangue.
 Gli assassini? Uomini in divisa.
ALTOADIGE
 Quando l'Italia
 dovette fare i conti
 con i suoi
 problemi etnici.
LA QUESTIONE ALTOTESINA
TANGENTOPOLI
 Dall'affare Lockeed
 A Telekom Serbia
 Passando per la
 catarsi di "Mani Pulite"
TANGENTOPOLI
LE STRAGI DEL 1993
 Dalla Prima alla
 Seconda Repubblica.
 Un passaggio politico.
 Tornano le stragi.
LE STRAGI DEL 1993
La banda della Magliana LA BANDA DELLA MAGLIANA
 Una holding del crimine
 dai legami con il potere.
 Una storia criminale
 che bisogna conoscere
Altri misteri ALTRI MISTERI
 Crimini e criminali.
 Tra delitti insoluti
 e fatti misteriosi
 l'Italia vestita di giallo.
IL PIANO SOLO
 Una crisi politica.
 Un generale.
 Un rumor di sciabole.
 Ipotesi per un golpe.
IL PIANO SOLO
IL CASO MATTEI
 Enrico Mattei, il re
 italiano del petrolio.
 Le sette sorelle.
 Incidente o sabotaggio?
Caso Mattei
IL BANDITO GIULIANO
 1945 - 1950: il  banditismo in Sicilia.
 L'infanzia dello  stragismo.
Il bandito Giuliano

Ferdinando Imposimato e Sandro Provvisionato
ATTENTATO AL PAPA

Calendario delle presentazioni del libro

- 12 maggio: Bassano del Grappa, libreria La Bassanese, ore 21
- 14 maggio: Torino Salone del libro (sala rossa, ore 13.30)
- 25 maggio: Roma libreria Mel Books, via Nazionale, ore 18
- 26 maggio: Montecatini terme (Pt), hotel Excelsior, ore 18
- 9 giugno: Roma Circolo degli artisti, via Casilina vecchia 42 ore 21
- 25 giugno: Lucca, libreria Ubik, ore 18
- 8 luglio: Roma Festa dell'Unità, ore 20
- 19 luglio: San benedetto del Tronto (Ap), Palazzina Azzurra, Via Buozzi 14, ore 21.30
- 24 luglio: Torre Pellice (To), Piazza del municipio, ore 17.30
- 25 luglio: Montecatini terme (Pt), Palazzo comunale, ore 21.30
- 28 luglio: Bologna, Libreria Coop, Via Orefici 19, ore 21.30
- 30 luglio: Reggio Calabria, Tabularasa 2011, Festival dello Scandalo, Torre Nervi lungomare, ore 21
- 6 agosto: Gallio (Vicenza), Palasport/Auditorium di via Roma, ore 17.30
- 7 agosto: Folgaria (Trento), Palasport, ore 21
- 8 agosto: Enego (Vicenza)
- 26 agosto: Maiori (Sa), ore 21
- 11 settembre: Cantalupa (To), ore 18
- 7 novembre: Padova - libreria Feltrinelli. Ore 18 (nell'ambito della "Fiera delle parole").

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L'intervista di beppegrillo.it agli autori:

INTERVISTE AL DIRETTORE

IL GIORNALISMO INVESTIGATIVO IN ITALIA
Festival Internazionale del Giornalismo (Perugia, 3 aprile 2009)
intervista

L'ESPERIENZA DEL SETTIMANALE TV TERRA!
Festival Internazionale del Giornalismo (Perugia, 3 aprile 2009)
esperienza Terra!

OP GENOVA 2001 - L’ordine pubblico durante il G8

Le immagini della disastrosa riunione del G8 svoltasi a Genova nel luglio del 2001 hanno fatto il giro del mondo. Sono state prodotte numerose ricostruzioni filmate di quelle tragiche giornate. Chi le ha viste ha avuto a disposizione ampio materiale per interpretare quelle immagini e giudicare i fatti accaduti.
Questo film che presentiamo integralmente è diverso. E’ interamente basato sui materiali del processo contro 25 manifestanti accusati di devastazione e saccheggio, reati contro l’ordine Pubblico che il codice penale punisce con una pena che va dagli 8 ai 15 anni di reclusione.
E’ un film realizzato nel 2007 dalla segreteria del Genoa Social Forum e quindi, come tale, è un lavoro che sta dalla parte della difesa dei manifestanti. Il suo scopo - a nostro avviso pienamente raggiunto - è quello di analizzare e mostrare in quale folle maniera è stato gestito da polizia, carabinieri e guardia di finanza - nella più assoluta impunità dei responsabili nazionali - l’ordine pubblico nel corso di una manifestazione internazionale. La disorganizzazione, la mancanza di coordinamento, l’interruzione dei contatti con gli organizzatori del corteo, l’approccio unicamente e stupidamente militare, la voluta manifestazione di forza, una sottesa ideologia ancora brutalmente fascista hanno fatto sì che le strade di Genova si trasformassero in un campo di battaglia.
La capacità di gestire l’Ordine pubblico è qualcosa che trascende e deve sempre anticipare il comportamento di quello che sul terreno si delinea come l’avversario. Una buona gestione controlla la piazza in qualsiasi frangente. Una cattiva gestione lascia spazio ai violenti a danno dei pacifici.
A Genova, nel 2001, le forze dell’ordine italiane si sono dimostrate non all’altezza della situazione, professionalmente deboli ed impreparate e di fatto degne di un Paese del Terzo mondo.
E’ questo che è accaduto.
E’ questo che non deve più accadere.

IL FILM

GUIDO CHE SFIDO’ LE BRIGATE ROSSE

Un film di Giuseppe Ferrara con Massimo Ghini, Anna Galiena, Gianmarco Tognazzi, Elvira Giannini, Mattia Sbragia.
Genere Drammatico, colore
Produzione Italia 2007.  

Giuseppe Ferrara, autore di film di impegno politico, torna alla regia dopo 5 anni (l’ultimo film era stato I banchieri di Dio - Il caso Calvi), rievocando una delle storie più travagliate e dolorose del terrorismo italiano: l’assassinio, avvenuto nel 1979, da parte delle Brigate rosse, dell’operaio dell’Italsider di Genova Guido Rossa. Per dirla in estrema sintesi: un’organizzazione armata di matrice comunista che uccide un operaio comunista e sindacalista di un sindacato comunista, la CGIL, accusato di delazione perché ha denunciato la presenza in fabbrica di un terrorista.
Il film è imperniato proprio sulla figura di Rossa (l’attore Massimo Ghini), sui suoi rapporti familiari (la moglie è interpretata da Anna Galiena), sul suo ruolo in fabbrica alla testa delle lotte sindacali che trovano un ostacolo proprio nella presenza brigatista, sulla sua militanza nel sindacato e nel PCI.
All’operaio fa da contraltare proprio la formazione armata clandestina che sta radicandosi a Genova attorno a un personaggio spietato come Riccardo Dura (Gianmarco Tognazzi) e che nel capoluogo ligure ha già assassinato il procuratore della città Francesco Coco e tre uomini della sua scorta e ha portato a termine, ottenendone un ingente riscatto, il sequestro del figlio dell’armatore Costa.
Il film ha il pregio di raccontare una storia poco conosciuta e di tenere viva la memoria di un fenomeno ancora poco indagato come quello del terrorismo italiano.
Il suo limite, semmai, sta nell’aver sovradimensionato entrambe le figure, quella di Rossa e quella di Dura, trasformando il primo in un santino di bontà e l’altro nell’emblema del male assoluto. Senza considerare che entrambi erano figli del loro tempo. Dura, preda di una furia ideologica sanguinaria, Rossa, solo un uomo finito in una storia più grande di lui, abbandonato dallo stesso sindacato in cui aveva dedicato la sua vita.
Due semplificazioni che comunque fanno riflettere su quanto è realmente accaduto negli anni di piombo, specie nello scontro all’interno di una stessa area politica. Perché se le Br non sono marziani scesi sulla terra, allora sono figli della stessa cultura di Rossa.

Giusto il titolo: Guido che sfidò le Brigate rosse ben rappresenta la tragedia di cui l’operaio comunista fu vittima. Le sfidò davvero. Ma da solo.

IL TRAILER DEL FILM

L'UOMO DI VETRO

Un film di Stefano Incerti con David Coco, Anna Bonaiuto, Tony Sperandeo, Ninni Bruschetta, Francesco Scianna, Tony Palazzo.
Genere Drammatico colore
Produzione Italia, 2007  

Tratto dall’omonimo libro di Salvatore Parlagreco (ed. Bompiani), L’Uomo di Vetro racconta la storia di Leonardo Vitale, in assoluto il primo “pentito” di mafia a cui potrebbero essere tolte le virgolette. Un collaboratore gi giustizia in anticipo sui tempi, arrivato molto, forse troppo, prima, per intenderci, dei vari Buscetta e Contorno.
Un ex mafioso genuino, Leonardo Vitale, tanto vero e reale da non essere creduto da chi avrebbe dovuto condurre la lotta a Cosa nostra con molti anni di anticipo.
Finirà in carcere prima ed in manicomio giudiziario poi Vitale, fino ad essere ucciso quando tornerà in libertà.
La storia di questo pentito che non venne creduto comincia il 17 agosto 1972 quando, arrestato come sospettato del sequestro Cassina, durante gli interrogatori crolla e comincia a fare nomi e cognomi di gente di Cosa nostra. Per 43 giorni finisce in isolamento. Esce dal carcere distrutto nella psiche e viene internato in una clinica psichiatrica. Torna davanti agli investigatori un anno dopo e riempie 50 cartelle di confessioni sui misfatti della mafia di quegli anni, elenca i responsabili di centinaia di delitti e si spinge fino a far luce sull’area degli imprenditori collusi con Cosa nostra. Poi il tracollo. La mafia gli uccide l’amatissimo cugino Salvatore. Leonardo ha paura. Teme per la vita dei suoi famigliari. Cade di nuovo in depressione. Diventa un folle. E un folle non è attendibile. 12 anni dopo le sue prime ammissioni Leonardo Vitale, tornato libero, viene freddato con cinque colpi di pistola.
Un bel film. Intenso. Ricco di emozioni. Forte e a tratti duro. Un film sulla libertà di coscienza, sulla solitudine, sulla paura.

IL TRAILER DEL FILM

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